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Livorno

Povero e onesto: trova settemila euro e li restituisce al legittimo proprietario

Povero e onesto: trova settemila euro e li restituisce al legittimo proprietario

Livorno, Fabio Dazzi ha raccolto una busta per strada in Corea: dentro ci ha trovato soldi e un iPad. Li aveva perduti un negoziante che lo ha ricompensato

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di Giorgio Carlini

LIVORNO. «Il denaro non è tutto. Se la gente pensasse meno ai soldi, si starebbe tutti meglio». Dietro a un’affermazione che a molti potrà sembrare perbenista si cela un gesto concreto che in pochi, probabilmente, avrebbero avuto il coraggio di compiere. O almeno, in pochi lo avrebbero fatto con la stessa naturalezza di Fabio Dazzi, che venerdì 10 gennaio ha trovato una busta per strada, con dentro un iPad e oltre settemila euro. E nel giro di poche ore ha restituito tutto quanto al legittimo proprietario.

In Corea, quartiere nord di Livorno, Fabio è molto conosciuto, per la sua irriverenza come per il suo attaccamento al rione, per il quale si spende da anni sul fronte sportivo e sociale, rivendicando un’attenzione e un’immagine positiva del quartiere. L’uomo, che abita in via Del Corona, è un personaggio particolarmente noto nell’ambiente calcistico, in quanto allenatore della Nuova Corea Migli. La squadra, che milita in Seconda Categoria, è la sua grande passione, tanto più adesso che ha perso il lavoro.

«Neanche mia moglie Debora e mio figlio Jonathan hanno un’occupazione - racconta Fabio - quindi vi lascio immaginare le nostre difficoltà. Ma - ripete - i soldi non sono tutto. La salute è ben più importante. Io mi alzo sereno ogni mattina, e credo che se la gente pensasse meno agli aspetti economici, vivremmo tutti un po’ meglio».

Onore alle belle parole, ma nella realtà Fabio ha compiuto un’azione ancora più esemplare. È lui a ricordare l’episodio: «Venerdì mattina mi alzo e, dopo aver fatto le mie cose, scendo e mi dirigo verso il mio furgone, per scaricare la spesa. Sul marciapiede noto una busta della Coop, quindi vado a prenderla e la porto in casa. Dentro ci trovo un iPad e una scatola piena di soldi. È bastato uno sguardo per capire che si trattava di migliaia di euro».

Fabio si confronta subito con la famiglia: «Ci sediamo al tavolo, spiego a mia moglie e a mio figlio l’accaduto, e di comune accordo decidiamo di restituire tutto. Pochi minuti dopo - aggiunge - mi arriva una telefonata da un vicino di casa, che mi dice di aver perso proprio quella busta, che gli riporto la sera stessa».

Nella scatola c’era l’incasso di settimane di un negozio di Livorno, di cui la persona che ha smarrito la busta è socio assieme a un altro ragazzo, e insieme raccontano la loro reazione alla riconsegna del pacco, restando però in anonimato: «Fabio ha fatto un grande gesto e noi ci siamo sentiti in dovere di lasciargli una ricompensa di 500 euro. È il minimo che potessimo fare, perché dentro quella scatola c’erano 7500 euro, frutto del nostro incasso delle settimane precedenti; proprio venerdì mattina avremmo dovuto effettuare il bonifico all’azienda per cui lavoriamo. A noi spetta appena una percentuale del 5%. Intanto abbiamo lasciato a Fabio quella ricompensa, ma in futuro ci saranno altre occasioni per sdebitarci».

Chiediamo a Dazzi se non sia stato assalito, almeno per un momento, dalla tentazione di tenersi quella somma: «Per un attimo, forse sì - ammette - Ho pensato che con quei soldi avrei potuto comprare un defibrillatore, magari due, per la mia squadra di calcio. E il resto lo avrei dato in beneficenza. Oddio - aggiunge sorridendo - forse ci avrei pagato anche qualche bolletta. Ma - dice tornando serio - quella somma spettava al legittimo proprietario, che si sarebbe trovato in difficoltà se da un giorno all’altro avesse perso l’incasso».

Mentre ricorda l’episodio, Fabio si lascia scappare una riflessione: «Ci sono persone che fanno rapine per mille, duemila euro, mettendo anche a repentaglio la vita delle vittime. Io avrei potuto prendere quei soldi e “sparire”, senza dare nell’occhio. Probabilmente nessuno lo avrebbe mai saputo. Ma ho deciso così e sono assolutamente felice».

«Non sapete - rivela con ironia - quante prese di giro ho ricevuto. Nel quartiere chiunque mi incontra scherza su questa vicenda. Per non parlare della mia squadra, dove comunque, battute a parte, ho trovato tanto affetto e stima. La cosa più bella, però, è stata vedere mio figlio così deciso nel suggerirmi di restituire i soldi. Una gratificazione immensa - conclude Fabio - che mi ha riempito il cuore di gioia». Ben più di quanto avrebbe potuto fare qualsiasi somma di denaro.

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