Italia
Due società in lizza per il restauro dello Chalet
La commissione aggiudicatrice sta valutando le offerte per affidare i lavori che dovrebbero iniziare a fine febbraio: sarà la volta buona per chiudere una vicenda che si trascina dal 2006?
Livorno - È dal lontano 2006 che l’amministrazione guidata da Alessandro Cosimi prova in tutti i modi a riportare a nuova vita dello Chatlet della Rotonda d’Ardenza, chiuso per motivi igienico-sanitari dal 2003.
Finora tutto è andato per il verso storto, con tanto di contenzioso giudiziario annesso (peraltro risoltosi a favore del Comune) e polemiche a non finire, ma va dato atto al sindaco di non essersi mai arreso. E così, anche se in extremis, l’intricata vicenda sembra essere vicina a una soluzione: due società, infatti, hanno presentato offerte definite a Palazzo Civico “molto interessanti” e al momento la commissione di gara sta esaminando il materiale per poi scegliere la migliore dal punto di visto tecnico e decidere così a chi affidare l’appalto per i lavori di restauro e per la successiva gestione della struttura nella pineta della Rotonda d’Ardenza. Ciò significa che oltre all'analisi dell'offerta tecnica, la stessa commissione prenderà in esame anche l'offerta economico-gestionale.
Chi siano le due società interessate ad aggiudicarsi i lavori e la gestione è ancora top secret: la procedura del codice degli appalti non prevede - per ragioni di privacy - che vengano riportati i nominativi. Lo sapremo solo al momento dell’aggiudicazione e a quanto sembra non dovremo attendere molto, visto che il vicesindaco Bruno Picchi ha annunciato in consiglio comunale che i lavori prenderanno il via alla fine di febbraio.
L’intervento in questione dovrà valorizzare non solo lo Chalet ma anche l’area a verde circostante e il lungomare della Rotonda d’Ardenza. Di conseguenza, oltre al restauro dell'immobile esistente e alla riqualificazione dell'area a verde della pieneta, il bando prevede, a carico del concessionario anche le opere di urbanizzazione. Per questo il Comune corrisponderà una somma massima pari a 340 mila euro.
E' data anche l'opportunità ai concorrenti di realizzare una struttura aggiuntiva, nell'area centrale del parco a fianco della struttura liberty in muratura, da realizzarsi in materiali leggeri, che non interferisca con le alberature esistenti e destinata ad intrattenimento e servizi. E' previsto inoltre che i concorrenti presentino anche un piano delle attività (principalmente saranno quelle di somministrazioni di cibi e bevande, ma lo chalet potrà diventare anche un luogo di intrattenimento e di ritrovo culturale). Al fine di incentivare gli investimenti, il Comune ha offerto la possibilità di una riduzione iniziale del canone di concessione.
Tra i criteri di valutazione - che saranno preso in considerazione dalla commissione aggiudicatrice - ci sono la capacità del progetto di inserirsi armonicamente nella Rotonda d'Ardenza, la riduzione dell'impatto ambientale, la qualità dei materiali usati nelle lavorazioni. Sarà valutata anche l'esperienza maturata nell'organizzazione di manifestazioni di carattere sociale, culturale e musicale e di somministrazione che gli aggiudicatari dovranno svolgere. Che sia davvero la volta buona per il recupero dello Chalet?
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