Il Tirreno

Livorno

Condannati i fidanzati balordi

di Giorgio Carlini
Condannati i fidanzati balordi

Provocarono la morte della nonna per rubarle una collana: dovranno scontare dieci anni il ragazzo e otto la nipote

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LIVORNO. Andrea Correnti e Jessica Cavallini non erano intenzionati a uccidere la nonna della ragazza, Maria Orfeo, nel corso della rapina avvenuta il 13 febbraio scorso ad Antignano (la donna morì due giorni dopo per colpa delle ferite riportate durante l’aggressione). È quanto stabilito dal giudice Antonio Pirato che, al termine dell’udienza nel tribunale di via Falcone e Borsellino, ha condannato i due fidanzati, Andrea e Jessica, rispettivamente a 10 e 8 anni di carcere, riconoscendoli colpevoli di omicidio preterintenzionale.

Come spiegato al termine del processo con rito abbreviato da Nicola Giribaldi, avvocato difensore di Correnti, il giudice ha quindi derubricato l’accusa di omicidio volontario: i due ragazzi volevano sì rapinare la donna, ma non avevano la volontà di ucciderla. La morte è giunta in seguito alle lesioni riportate per la caduta conseguente all’aggressione: un evento che, secondo il giudice, è dunque andato oltre le intenzioni dei due giovani. Le derubricazione del reato, come era stato richiesto dalle difese, ha permesso ai due di evitare una pena assai più pesante.

Ieri all’udienza era presente Andrea Correnti, 24 anni, che all’anagrafe fa ancora Rosalia, nonostante abbia da tempo intrapreso un percorso per diventare uomo; è stato accompagnato in aula dalla scorta della polizia penitenziaria. E c’era anche Jessica Cavallini, 23 anni, insieme al suo legale Gianluca Sardi.

Per l’accusa era presente il pubblico ministero Luca Masini, che ha condotto tutta l’indagine svolta dalla squadra mobile della polizia. Fuori dall’aula i parenti della Cavallini e di Correnti (nessuno dei familiari della vittima, lo ricordiamo, ha deciso di costituirsi parte civile).

Al termine della discussione, avvenuta a porte chiuse, il giudice ha disposto le pene di 10 anni di detenzione per Correnti e di 8 anni per la Cavallini (pene ridotte di un terzo per il rito abbreviato). Si chiude così la tragica vicenda cominciata il 13 febbraio 2013, quando Maria Orfeo, 83 anni, venne trovata a terra nella sua abitazione sul viale di Antignano numero 49. A dare l’allarme fu un vicino della donna, che sentì delle urla provenire dall’appartamento.

Tra i soccorritori ci furono proprio la nipote Jessica e il fidanzato Andrea. La vittima raccontò agli investigatori di essere stata aggredita alle spalle, mentre stava guardando la tv. Qualcuno le mise un cappuccio in testa e le strappò dal collo una catena con due medaglioni. La donna venne portata d’urgenza all’ospedale, dove morì due giorni dopo per i traumi, tra cui la frattura del femore.

Nell’udienza del luglio 2013, il pm Masini aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i due, sulla base di prove «troppo evidenti», come le aveva definite il magistrato, della loro colpevolezza. A incastrare Correnti era stata un’intercettazione telefonica registrata dopo la rapina. Nel corso di una telefonata di Andrea con sua madre, quest’ultima chiedeva al figlio spiegazioni sul ritrovamento, nel suo zaino, di 240 euro e un anello. Soldi e gioielli che avevano fatto pensare alla donna che suo figlio e la sua fidanzata fossero coinvolti nel delitto, tanto che lei gli chiedeva: «Che avete fatto alla nonna?». Secondo l’accusa, l’83enne era già stata derubata in passato. Alcuni monili, come emerso dalle indagini, erano stati venduti a un Compro oro ad Antignano.

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