Il Tirreno

Livorno

E ora il partito è nel caos a caccia di nomi

Sulla figura del ricercatore Paolo Dario le anime del Pd sembravano aver trovato la convergenza. Il no del professore (il terzo di peso dopo il rifiuto di Angella e il passo indietro di Simoncini)...

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Sulla figura del ricercatore Paolo Dario le anime del Pd sembravano aver trovato la convergenza. Il no del professore (il terzo di peso dopo il rifiuto di Angella e il passo indietro di Simoncini) ora sembra evere fatto piombare il partito nel caos: ieri è stata una giornata convulsa e “di riflessione”, oggi ripartiranno gli incontri con alleati e non.

A una settimana dalla presentazione delle firme per partecipare alle primarie, ancora non si sa se saranno di partito o di coalizione. Fa una bella differenza, perché in caso di primarie di partito (che in assenza di un nome che metta tutti d’accordo sono sempre più probabili) per partecipare servono molte meno firme. A questo punto sembrano in corsa sia il segretario Yari De Filicaia che l’ex parlamentare Marida Bolognesi. Di fatto i due che nel Pd sono in grado di muovere il maggior numero di firme. Intanto conferma la sua diponibilità il ricercatore Luca Bussotti: «Se Dario avesse accettato sarebbe stato il candidato di tutti, ora serve una riflessione veloce e approfondita, io non mi tiro indietro, vediamo...». Mentre a Firenze non è mai venuto meno il pressing sul capogruppo Marco Ruggeri. Tutto mentre alcune consigliere comunali del Pd hanno scritto una lettera in cui lanciano le “assessore” Paola Bernardo e Carla Roncaglia. Si riparla anche di Giovanna Colombini, che a quanto si sa è vicina allo stesso De Filicaia e ad Anna Maria Biricotti, ma che di recente ha ottenuto un prestigioso incarico alla Corte dei Conti.

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di Redazione web