Il Tirreno

Livorno

E “Buongiorno” fa il pieno

E “Buongiorno” fa il pieno

Tutto esaurito per il “film” dell’associazione al Grattacielo. Ecco le linee del programma

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LIVORNO. «Stanno facendo passare la carica di sindaco di Livorno come una palla avvelenata. Non ci stiamo...». Dall’altra parte della cornetta c’è l’avvocato Marco Guercio, uno dei fondatori di Buongiorno Livorno. Lunedì sera l’associazione nata con l’obiettivo dichiarato di diventare l’anti-Pd di sinistra alle prossime amministrative, ha riempito la platea del Grattacielo: 200 posti a sedere e tanti posti in piedi, fuori e dentro la sala principale del teatro, per vedere il film girato dall’associazione per presentare le linee del programma elettorale.

E per dare il via ufficiale alla seconda fase della campagna associativa. Visto che, come ricorda Guercio dallo schermo, Buongiorno Livorno correrà alle amministrative solo se entro il 14 febbraio raggiungerà 2348 iscritti, uno in più del Pd.

Si spengono le luci, sullo schermo compare la scritta “Ora basta”. E via con due ore di immagini, musica, idee, prese di posizione, qualche “lezione”. E facce. La prima e l’ultima a comparire sullo schermo è quella di Guercio. Che però, a quanto si dice nella sala, non sarà il candidato a sindaco. Forse più il “garante” di un percorso, come ha dichiarato al Tirreno qualche giorno fa. «A Livorno serve un’alternativa – dice davanti alla telecamera – il fatto che non ce ne sia mai stata una è un problema. Perché quando non c’è un’opposizione, la maggioranza lavora male».

Sullo schermo Livorno scorre in sette tempi. O meglio in sette capitoli: porto, commercio, lavoro, sanità, ambiente, istruzione, cultura. Intervallati da qualche frecciata al Pd: il regista gioca con la carrellata di candidati “bruciati” e mette la voce di De Filicaia a fare da sottofondo a una delle scene più famose di “Shining”. E le proposte? La riflessione, per ora generale, sul porto è affidata ad Antonella Querci, che non è proprio una sconosciuta nei palazzi della politica e delle istituzioni: è dirigente del settore Sviluppo e Innovazione dell’Autorità portuale. Dettaglio che potrebbe scatenare qualche imbarazzo, dopo lo scontro De Filicaia–Motta e le tensioni che sono scoppiate tra il Pd e l’Authority sui dirigenti che si stanno schierando (Motta, ad esempio, è vicino a Progetto per Livorno).

Per il commercio la voce è di altre due donne: Fulvia Finelli, commerciante, e Silvia Bondi, una vita da giornalista, oggi gestisce La Bodeguita, noto locale della Venezia. Le due mettono sul piatto una serie di idee nate dall’esperienza quotidiana. Anche quelle che, dicono, possono sembrare piccole, come potenziare l’immagine della città su TripAdvisor (in chiave di accoglienza turistica), fino alla riapertura delle Fortezze, alla sperimentazione di sistemi di facilitazione del credito, alla creazione di un fondo di solidarietà «che aiuti i commercianti a restare a galla». Poi quello che sembra uno dei primi punti fermi del programma: «Ripensare la Coop di Porta a Mare». Ecco quindi il salto al lavoro: la voce femminile, questa volta, è di Valentina Paoli (consulente del lavoro), che parla di un «tasso di disoccupazione doppio rispetto a quello toscano: dal 7 al 14 per cento». Nel corso della sua lunga analisi, parla anche si sportelli di consulenza per i piccoli imprenditori, formazione mirata per i lavoratori dipendenti che perdono il posto e sviluppo del coworking, sistema che guarda soprattutto alla condivisione di strumenti e spazi per i professionisti.

In sala ce ne sono parecchi, insieme a dipendenti pubblici – comunali e insegnanti (di scuola pubblica parla Andrea Raspanti) – e a facce del mondo della musica e del teatro. Che fanno scattare più di un applauso per il musicista e insegnante Marco Lenzi, che critica senza mezze misure il programma del Goldoni. Ci sono poi rappresentanti di associazioni come Alba e un bel gruppo di vendoliani che chiariscono subito, di fronte al taccuino, di essere in sala «a titolo personale». È la parte di Sel che non gradisce l’alleanza col Pd e che sembra pronta a staccarsi dal segretario, Andrea Ghilarducci. Uno dei temi caldi dello scontro è sullo schermo: il nuovo ospedale. Andrea Grillo (operatore cooperazione sanitaria internazionale) è il volto scelto per parlare di sanità e chiede senza mezzi termini di «bloccare il progetto». Il passo dopo è l’ambiente. Stefano Romboli (operatore socio-culturale) mette sul piatto la chiusura graduale del centro al traffico.

Queste sono le prime linee. Per ora BL non dice quanti sono gli iscritti. La prossima tappa è il 14 febbraio.(j.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web