Gioco
De Filicaia: che peccato, ora dobbiamo andare oltre
«Tutti puntavamo su Paolo Dario, mi dispiace che non abbia accettato» Non esclude di candidarsi: «Mi è stato chiesto ma non mi sono mai scomposto»
LIVORNO. Yari De Filicaia, segretario comunale del Pd: anche Paolo Dario ha detto no...
«È un’occasione persa per la città. Quello di Dario è un profilo importante. Lo ringrazio delle riflessioni che ha fatto, dimostrano che è una persona seria. Mi dispiace che non abbia accettato».
Ora che fate?
«Intanto mi sto preparando perché alle 20 entro al lavoro in porto. Domani (oggi, ndr) con un po’ più di calma, a bocce ferme, valuteremo il da farsi rispetto alla fase in cui siamo arrivati».
Convocherà direzione e assemblea?
«Non lo so. Vediamo. Quella di Dario era una candidatura con un profilo ricercato da tutti nel partito. Ora dobbiamo capire cosa c’è sul tavolo e cosa potrebbe esserci».
Si dice che su quel tavolo ci sia anche il suo nome
«Si dicono tante cose. Sicuramente questa situazione accelera una serie di passaggi. È chiaro che non sarò repentino nel prendere nessuna decisione, non sono un irrazionale: vedrò razionalmente di affrontare questa situazione per quella che è. Incontrerò un po’ di persone per capire che aria tira. Dopo il no di Dario sono tutti a dire “peccato”: dobbiamo andare oltre il “peccato”. I tempi sono stretti, il partito non può stare fermo, pensiamo alle primarie: con la candidatura di Dario era previsto un certo percorso, ora potrebbe essercene un altro, magari con un po’ più di persone che si presenteranno».
Sta dicendo che farete primarie di partito e non di coalizione?
«Lo dobbiamo decidere, parleremo con gli alleati, con i possibili alleati».
Scusi, ma non siete un po’ in ritardo? Lunedì i “disponibili” dovrebbero iniziare a raccogliere le firme.
«Io non c’ero quando sono stati scelti gli altri sindaci, ma credo che questa sia una questione che si risolve sempre negli ultimi giorni».
Però non mi sembra escluda una sua candidatura...
«Le ho spiegato che dovrò incontrare un po’ di persone. Il fatto che qualcuno, nel partito, me l’abbia chiesto in questi giorni mi sembra normale. Non mi sono mai scomposto rispetto a questo e non lo faccio ora. Io ero uno di quelli che pensavano che Dario fosse una soluzione per la città. Ora dobbiamo tutti prendere qualche ora per pensare».
Si dice anche che il fronte ex cuperliano, di cui lei stato il primo rappresentante, sia tornato a caldeggiare l’assessore Giovanna Colombini, che però ha avuto di recente un incarico alla Corte dei Conti.
«Sì, non è una novità, Giovanna è molto apprezzata in città. Anch’io ho grande stima di lei. Rispetto a quell’incarico non so, non ci siamo parlati».
Come se lo spiega che nessuno voglia fare il sindaco?
«Le persone contattate fino a oggi sono intelligenti e sanno quanto sia complicato fare l’amministratore pubblico, il sindaco, in una fase come questa. È chiaro che chi ha già un altro lavoro, una professione consolidata, ne tiene di conto. Si parla di persone, Angella e Dario, affermate da tempo per i loro meriti fuori dai partiti».
Vuol dire che d’ora in poi vi guarderete in casa?
«Non lo do per scontato. Certo le cartucce sono meno».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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