Gioco
Bonifiche in zona porto, si restringe l’area-tabù
Gulì in commissione: la superficie del “Sin” si riduce da 15 a 5 chilometri quadrati, a terra inclusi solo gli spazi di Enel e Eni. I timori di Russo sull’inquinamento
LIVORNO. «Il risultato raggiunto è importante sia da un punto di vista ambientale, perché le aree derubricate non hanno un livello di inquinamento, ma anche per dare nuovo slancio alle attività portuali». L'area del “sito di interesse nazionale” (Sin) di Livorno si restringe. È questo quanto è emerso dell'audizione dell'assessore all'ambiente Massimo Gulì e del dirigente Leonardo Gonnelli ieri mattina durante la seduta della sesta commissione. Al centro dell’attenzione è il fatto che le normative sulle bonifiche ambientali nelle aree perimetrate come “Sin” creano vincoli e difficoltà burocratiche tali da paralizzare tutto.
«Attraverso un lavoro portato avanti con la Provincia, l’Arpat e l’Autorità Portuale – spiega Gulì – siamo riusciti ad arrivare a una derubricazione di alcune zone riducendo così l'area all'interno del “Sin”. Molte associazioni di categoria, molti investitori, avevano interesse a questa riduzione. È un lavoro che favorirà il piano regolatore portuale e il percorso verso la Piattaforma Europa”.
L'area del “Sin” diminuisce da 14,9 km quadrati a 5: a terra rimangono incluse solo le aree dove insistono Enel ed Eni, mentre in mare vengono escluse le acque interne, la vasca di colmata e lo Scolmatore. «Le aree avevano una potenziale contaminazione», interviene Gonnelli: «Dopo migliaia di analisi, svolte dalla massima autorità competente, il ministero ha capito che si poteva diminuire l'impatto del Sin».
«Era uno degli obbiettivi dell'amministrazione, – dichiara il presidente della commissione Valerio Vergili – è il risultato di un lungo lavoro portato avanti insieme ai tecnici».
La commissione di ieri nasceva da un'interpellanza presentata da Roberto Russo nella quale si chiedevano approfondimenti in merito alla pubblicazione dei dati del “Progetto Sentieri”: uno studio sugli insediamenti esposti a rischio inquinamento. Nel testo, scrive Russo, «il “Sin” di Livorno è considerato con reale rischio sanitario esistente per l'aumento percentuale della casistica di patologie tumorali e della mortalità rispetto alle medie regionali». “Sentieri” è un progetto «non ancora concluso», risponde Gonnelli: «Auspichiamo che ciò avvenga prima possibile per poter prendere decisioni. Al momento non è possibile stabilire un nesso tra questi siti e la mortalità o l'incidenza tumorale perché, per ora, è ancora uno studio ecologico e non epidemiologico. Manca ancora l'incidenza dei cosiddetti determinanti, come lo stile di vita e il fumo». E aggiunge: «L'amministrazione sta seguendo la questione con grande attenzione».
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