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Mini Imu: al Caaf o da soli, come pagare la rata all’ultimo tuffo

Mini Imu: al Caaf o da soli, come pagare la rata all’ultimo tuffo

Venerdì la scadenza che riguarda 127 comuni toscani. Il calcolo, il modello F24, le sanzioni: guida per i ritardatari

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di Giovanna Mezzana

Sarà ricordato come il venerdì “nero” del contribuente: il 24 gennaio è l’ultimo giorno utile per pagare sia la mini-Imu che la maggiorazione Tares. La doppia scadenza non riguarda tutti i toscani: la rata della tassa sugli immobili si paga in quei Comuni che hanno deciso l’aumento di aliquota nel 2012 e l’hanno confermato nel 2013, e in quei municipi in cui l’incremento è stato introdotto nel 2013; è l’aliquota dunque vigente lo scorso anno, se diversa dal 4 per mille standard, a far riaprire il portafoglio. I contribuenti – circa 330mila famiglie toscane – sono chiamato a sborsare il 40% della differenza tra l’imposta ad aliquota vigente e quella ad aliquota standard. Cifre spesso di piccola entità, e sotto i 12 euro non si paga, a meno che il sindaco non abbia deciso diversamente. Un bel pasticcio, insomma. Come se non bastasse, alcuni Comuni hanno deciso di posticipare a venerdì anche il pagamento della maggiorazione Tares. E dietro l’angolo ci sono altre scadenze: dal canone Rai, al bollo auto. Per la mini-Imu, se siete tra i ritardatari, le opzioni sono due: o vi rivolgete a un centro di assistenza fiscale (Caf) o fate da soli, con l’ausilio del vostro pc.

Mini Imu: ecco i Comuni in cui si deve pagare

Soluzione 1: il Caaf. La strada più semplice è quella di rivolgersi ai Caaf dei sindacati, presenti in tutta la Toscana, anche nei piccoli comuni (o nei municipi limitrofi). Troverete un po’ di ingorgo, ma nessuno vi sbatterà la porta in faccia. «Non mandiamo via nessuno – assicura Viviano Bigazzi, coordinatore regionale dei Caaf Cisl – e anche in questi giorni cerchiamo di dare una risposta a tutti». Il consiglio è: «andare di persona al Caaf – aggiunge Bigazzi – perché in questi giorni non riusciamo a tenere l’agenda degli appuntamenti» fissati di solito telefonicamente. I Caaf sono collegati direttamente all’ex catasto e possono recuperare tutti i dati della vostra casa, ma risparmierete del tempo con codice fiscale e documentazione dell’immobile alla mano. I servizi offerti hanno un costo: «si aggira tra 5 e 10 euro per gli iscritti, a seconda del numero degli immobili – precisa Bigazzi – cifre che raddoppiano per chi non è iscritto». In generale, una dichiarazione Imu a tariffa ordinaria (per chi non ha tessera del sindacato a cui ci si rivolge ) tende a un costo di 20-25 euro.

Soluzione 2: il fai-da-te. Se non avete tempo di recarvi a un Caf, potete calcolarvi la mini-Imu da soli. Su internet troverete diversi calcolatori web (vedi box per quelli più attendibili) e l’operazione non è un rompicapo. Occhio però ad utilizzare i calcolatori messi a disposizione da alcuni Comuni, nel caso in cui avete situazioni molto particolari (molti figli, diversi proprietari dell’immobile …): è stato riscontrato, che questi “programmini” funzionano ma per situazioni “lineari”. Oltre al calcolo secco, su internet c’è la possibilità di scaricare anche il modello di pagamento F24 (vedi box).

Come si paga la rata. Una volta compilato l’F24 (da soli o con l’aiuto di un Caf) non rimane che saldare. Con il vostro “foglio” potete presentarvi sia alla banca che agli uffici postali, e l’operazione è a costo zero. Se avete figli o parenti all’estero e impossibilitati a pagare con il modello F24, informateli che possono saldare con bonifico, chiedendo il codice Iban al Comune; nella causale deve comparire il codice fiscale o la partita Iva del contribuente (o, in ultima istanza, il codice di identificazione fiscale rilasciato dallo Stato estero). Il pagamento dell’imposta può avvenire anche mediante bollettino postale (c/c 1008857615); se usate il bollettino, però, dite addio alla possibilità della compensazione con altri crediti fiscali o contributivi.

MINI-IMU: ECCO COME CALCOLARE L'IMPORTO DA SOLI

Le sanzioni per chi sfora. Se nonostante i buoni propositi, non riuscite a rispettare la scadenza di venerdì, potrete mettervi in regola, pena il pagamento di una piccola sanzione. Entro i primi tre giorni successivi alla scadenza, sborserete in più lo 0,60% dell’importo dovuto; dal 4° al 31° giorno di ritardo, la mora sale all’1% della somma; dopo il 31° giorno, invece, incorrete in una “multa” pari al 3,75% del vostro debito; in tutti i casi verrà applicato anche l’1% degli interessi annui. Considerati gli importi della mini-Imu, un aggravio di poco conto.

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