Il Tirreno

Livorno

Da Carrozza sms a Dario e il prof prende tempo

di Juna Goti
Da Carrozza sms a Dario e il prof prende tempo

Scioglierà il nodo oggi: «Devo valutare la scelta con famiglia e colleghi» De Filicaia e Bolognesi ieri in missione al Sant’Anna per convincere lo scienziato

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LIVORNO. A mandargli un sms, ieri, è stato anche il ministro dell’Istruzione ed ex collega del Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza. Un messaggio di incoraggiamento, per accettare la richiesta di candidatura arrivata dal Pd in vista delle elezioni che a maggio decideranno il sindaco. Lo scienziato Paolo Dario, così, si è preso un altro giorno per decidere. Scioglierà il nodo oggi, entro le 18.

«Sto ponderando attentamente la proposta che mi è stata fatta – dice dall’altra parte della cornetta – lo sto facendo con la mia famiglia, che viene prima di tutto: non intendo fare alcuna scelta senza il supporto dei miei cari. E lo sto facendo con alcuni collaboratori, perché naturalmente se decidessi di accettare avrebbe un impatto importante sul lavoro costruito negli anni».

Dario – classe 1951, direttore del centro di ricerca del Sant’Anna di Pisa e volto livornese della robotica nel mondo – è in bilico. Domenica sera sembrava convinto a rinunciare, poi il pressing dei vertici regionali e nazionali del Pd, fino al messaggio del ministro, deve averlo fatto tornare sui suoi passi. Come dimostra questo nuovo prender tempo. Da una parte pensa a tutti i “contro” di quello che sarebbe un cambio di vita, dall’altra è lusingato e ha voglia di provare a mettersi al servizio della città. «Non mi aspettavo questo pressing – dice – mi ha colpito. Qualunque decisione prenda è stata davvero una grande soddisfazione personale». «Vorrei comunque mantenere un’attività di ricerca – sottolinea – sarebbe negativo anche per il contributo che potrei dare a Livorno se chiudessi completamente con quello che sono e con la mia rete di relazioni. Sto analizzando il quadro, familiare e lavorativo».

Ieri mattina sono andati in missione al Sant’Anna, al polo di ricerca di Pontedera, anche il segretario del Pd, Yari De Filicaia, e l’ex parlamentare Marida Bolognesi. Un faccia a faccia durato circa due ore nello studio del prof. «Dario – riferisce De Filicaia – mi ha confermato che vorrebbe dare una mano alla città, ma ha bisogno di riflettere. Mi ha ripetuto di non essere uno che guarda la politica dall’alto in basso (del resto è un nostro iscritto) e che il mestiere del sindaco è difficile. Guarda a un impegno del genere con rispetto e non certo con sufficienza. Da qui la necessità di rifletterci su». Ma se accetterà sarà un sindaco part-time, sempre che il Pd vinca? Il partito cosa chiederebbe? «Pensiamo a un lavoro di squadra – controbatte De Filicaia – se dirà di sì penseremo a una squadra in giunta e in consiglio. È chiaro che il sindaco è il sindaco. Ma di fronte a personalità così bisogna mettere in conto che non smetta di fare subito tutto». «Gli abbiamo ripetuto – gli fa eco Bolognesi – che il ruolo del sindaco va interpretato in una chiave moderna, come ambasciatore di Livorno. Ci serve una leadership che faccia crescere la futura classe amministrativa. Sbaglia chi pensa a Dario come uno scienziato sognatore: è un uomo pragmatico, un manager dell’innovazione, che rompe schemi».

Intanto, però, i tempi stringono: lunedì dovrebbe partire la raccolta firme per le primarie. Ma ancora il Pd non dice se saranno di partito o di coalizione. E non ci sono candidati. Se saltasse l’ipotesi Dario, in corsa potrebbero finirci proprio Bolognesi e De Filicaia (che nel partito ha un gruppo pronto a fare il suo nome). Poi amministratori come Bernardo. Sempre che non riparta il pressing sul capogruppo in Regione Ruggeri o sul sindaco renziano di Colle, Bacci.

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