Gioco
Pressing Pd su Paolo Dario Anche Rossi lo sostiene
Si muove l’entourage di Matteo Renzi per cercare di convincere lo scienziato a rompere gli indugi e accettare la candidatura a primo cittadino
LIVORNO. È pressing sullo scienziato Paolo Dario, che oggi dovrebbe sciogliere il nodo della candidatura e comunicare ai vertici del Pd se correrà verso le amministrative che a maggio decideranno il nuovo sindaco.
Dopo le parole di stima dei vertici del Pd e delle istituzioni livornesi (Marida Bolognesi, Marco Ruggeri, Yari De Filicaia, il sindaco Alessandro Cosimi), ad alzare la cornetta per convincerlo, ieri, sono stati i vertici regionali del partito. Da più parti è arrivata la conferma che anche l’entourage di Matteo Renzi si è mosso: dal candidato alla segreteria Dario Parrini all’organizzatore Antonio Mazzeo, fino al braccio destro del sindaco di Firenze, Nicola Danti. Nel pomeriggio si è sparsa anche la voce di un interessamento diretto del segretario nazionale del partito, che però non è stato confermato.
Va detto che Paolo Dario – livornese classe 1951, diettore dell’istituto di biorobotica del Sant’Anna, diventato uno dei volti della robotica nel mondo – è renziano doc. Da tempi non sospetti. Ieri, contattato al telefono, ha fatto sapere di avere preso qualche ora in più per decidere. Insomma, una pausa per riflettere, insieme alla famiglia e ai colleghi di sempre, su un passo che per un uomo di scienza come lui rappresenterebbe un cambio di vita. Chi gli è più vicino sembra raccomandargli prudenza, sotto il profilo umano e professionale. Così già oggi, con un rifiuto, nel Pd potrebbe aprirsi uno scenario di fuoco.
Intanto da Firenze ha dato la sua benedizione anche il governatore della Toscana, Enrico Rossi. A renderlo noto è il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia. «Ho parlato con Enrico Rossi – fa sapere – l’ho chiamato per chiedergli cosa pensasse della possibile disponibilità di Paolo Dario. Mi ha risposto che lo conosce bene e che per Livorno sarebbe un salto di categoria». «Insomma – riprende De Filicaia – è un uomo che non farebbe discutere solo il territorio, è apprezzato e stimato da tante parti... Va valutato per bene, lo merita da parte nostra». Frase che forse guarda a quella parte della base Pd che ieri ha manifestato dubbi di carattere amministrativo su facebook: lo scienziato saprebbe essere anche un buon sindaco?
«È un uomo che ha un riconoscimento mondiale – ripete De Filicaia – tra l’altro iscritto al partito, al Pd di Colline. Una personalità che non si discute». Ma se davvero decidesse di scendere in campo, il Pd farebbe lo stesso le primarie? O meglio, farebbe le primarie di coalizione con un candidato unico del Pd? «Questo è ancora da decidere – risponde De Filicaia – sulle primarie credo che non si possa tornare indietro in nessun modo. Mi chiede se ci sono gli spazi per altre candidature dentro al Pd? Gli spazi e i numeri ovviamente ci sono. Poi è chiaro che di fronte a una proposta come questa ognuno di noi si esprimerà».
Intanto sceglie la strada della riflessione anche Luca Bussotti, che nei giorni passati si è detto pronto a raccogliere le firme per partecipare alle primarie: contattato ieri, ha detto di voler aspettare la decisione di Paolo Dario prima di esprimersi.(j.g.)
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