Gioco
Messa bilingue col vescovo «Abbattiamo le barriere»
LIVORNO. Tante lingue ma una sola grande famiglia: questo il messaggio che il vescovo Simone Giusti ha ribadito in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La messa, svoltasi...
LIVORNO. Tante lingue ma una sola grande famiglia: questo il messaggio che il vescovo Simone Giusti ha ribadito in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. La messa, svoltasi ieri nella chiesa della Beata Teresa di Calcutta, è stata celebrata con un impostazione bilingue, con canti e letture anche in inglese. Questo, in omaggio alla seconda lingua ufficiale delle Filippine, rappresentata nella cerimonia da una delegazione di migranti che da anni vive nel territorio livornese. «Non conta il colore della pelle, dei capelli, degli accenti, il mondo non è stato creato con delle frontiere stabilite, la terra è di tutti gli uomini, siamo tutti figli di un unico Padre -ribadisce con forza Giusti durante l’omelia - non solo gli italiani sono stati i primi ad emigrare, subire miserie e pregiudizi all’estero, ma l’intera storia della chiesa parla di un’unica realtà».
C'era una volta infatti un piccolo paese dell'Asia Minore da cui è iniziato tutto, con i primi discepoli che hanno cominciato a viaggiare annunciando quello in cui credevano, stabilendosi in Europa e nel Nord Africa. Con il tempo molti europei hanno evangelizzato nel mondo: adesso, ad esempio, dalle Filippine parte il maggior numero di missionari e moltissimi sono i preti africani e del Sudamerica che svolgono il loro servizio in Italia. Una storia che parla di un’unica realtà universale. La diocesi di Livorno è infatti gemellata con la diocesi di Dodoma in Tanzania in cui, tramite il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco fondato da Don Carlo Leoni nel 1979, vengono svolti progetti di cooperazione internazionale. «È un bene che ci sia mescolanza fra persone diverse, lo dice anche la scienza -continua Giusti- a noi il compito di saper cogliere la diversità e unirla in un'unica ricchezza». La Giornata per i Migranti ha inoltre un'origine tutta italiana: fu papa Pio X, toccato dal dramma di milioni di emigranti italiani all’estero all’inizio del secolo, che nel 1914 invitò tutti i cristiani a pregare per i migranti. Di tempo ne è passato da allora, con le valige di cartone adesso sono altri ad arrivare da noi e un “mai più stragi silenziose di Lampedusa” arriva dall’altare: «Non possiamo continuare con un ottimismo di maniera, dobbiamo saper governare con ordine ma abbracciando il tempo che scorre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google