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Gli storni alla conquista di Grosseto
Mai vista una cosa del genere: decine di migliaia di uccelli invadono gli alberi e sporcano strade, auto, case, scuole - COMMENTA
GROSSETO. Da un paio di settimane Grosseto è sotto attacco. Dal cielo. La base Baccarini, gli Eurofighter, non possono però essere schierati a difesa della città. Protagonisti di questa mefitica offensiva decine di migliaia di storni, una cosa mai vista in Maremma; un'emergenza che tiene banco nelle istituzioni, nelle conversazioni al bar, su media e social network.
Lungo i marciapiedi, sulle auto e sugli scooter, sopra alle bici incatenate ai segnali stradali o alle ringhiere, nelle panchine, in ogni angolo di strade e viali, sui balconi e nei davanzali. È l'incubo guano. Quello seminato, appunto, da migliaia di storni che all'alba e al tramonto sorvolano il cielo cittadino spargendo escrementi ovunque. Poi di giorno invadono i campi, gli uliveti, alla periferia della città. E fanno danni.

(In questa spettacolare foto gli storni a Grosseto)
La scuola elementare di via Monte Bianco, la media di via Garigliano, le superiori in via Sicilia. Il problema è diventato a tratti drammatico, facendo arrabbiare decine di famiglie che, accompagnando i figli in classe, si sono trovate a calpestare un centimetro di guano. I cortili delle scuole sono stati interdetti ai bambini. Qualcuno, un paio di volte, ha chiamato perfino i vigili urbani e l'Asl. In molte città d'Italia gli storni - agglomerati in stormi - rappresentano una piaga.
A Grosseto, però, non era mai successo. «Quando la mattina si alzano in volo - racconta un’insegnante, che peraltro abita vicino alla scuola - i volatili sono talmente tanti che creano uno spostamento d'aria e un rumore forte, fastidioso». Ci sono anche dei filmati impressionanti. Il Comune di Grosseto ha messo in atto un piano di lavoro tutto sommato efficace: potature degli alberi, operazioni di scaccio con i rapaci, pulizia straordinaria in tutte le strade con alberature.
E ancora disinfestazione dei cortili delle scuole, dei davanzali e delle altre aree esterne a servizio delle strutture pubbliche. Ma al di là dei disagi creati in città, gli storni diventano micidiali nelle campagne, dove sono in grado di distruggere interi raccolti solo per mangiare. Dopo aver trascorso l'intera giornata nei campi o nei parchi alla ricerca di cibo, al tramonto i gruppi si dirigono verso i "dormitori", costituiti da platani e pini, dove, prima di trascorrere la notte, si contendono chiassosamente le postazioni migliori.
VIDEO: GLI STORNI... ALL'ATTACCO
Eppure nonostante questa emergenza la caccia allo storno in provincia di Grosseto è paradossalmente vietata. Unica provincia in Toscana. Alcuni giorni fa sono partite le operazioni di “bird control” e pare che funzionino. Il numero di volatili nelle aree più colpite si è ridotto del 70%.
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Per gli scacci vengono usate quattro diverse specie di rapaci: tre astori, una sparviera, un falco pellegrino e due poiane di Harris. Presenze dissuasive nei confronti degli storni. Le operazioni di involo e attacco si svolgono al tramonto e nella notte. Coinvolti tre gruppi di falconieri: grossetani, senesi e romani. Un'autentica task force per incoraggiarne l'allontanamento.
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