Gioco
La festa dei bambini che non sarebbero nati
Il centro per la riproduzione assistita “Crpo” ha riunito nei suoi locali le ex pazienti e i loro piccoli venuti alla luce in questi ultimi anni
LIVORNO. Palloncini colorati, panini con la nutella, trombette e stelle filanti. Decine di bambini, bambini che non sarebbero nati. Sono stati loro i protagonisti della festa organizzata dal centro per la “pma” (procreazione medicalmente assistita) che si chiama “Crpo” e che è stato fondato a Livorno dal dottor Giuseppe Valenti, siciliano, 13 anni fa. Valenti ha voluto infatti dedicare una giornata non solo alla riflessione e al confronto sui temi legati alla riproduzione assistita ma anche ai bambini che sono nati proprio grazie al suo centro che si trova al Picchianti, in via March. Ed è qui, accanto ai laboratori e alle stanze dove si trovano le culle-frigo che conservano decine di embrioni, che ha riunito i “suoi” bimbi e i loro genitori, una giostra di neonati in carrozzina e ragazzini felici di trascorerre una mattinata giocando in queste stanze che per una giornata si sono trasformate in una sorta di ludoteca. Sui divani c’erano mamme e pbabbi, felici di raccontare la loro esperienza, le loro storie di gravidanze cercate per anni in modo naturale e mai arrivate, con il panico che ti prende quando l’età avanza e l’orologio biologico corre sempre più veloce. «Se non fossi venuta qui Emma ora non ci sarebbe» dice Annamaria, e quasi piange. Ma accanto alla festa c’è stato anche un momento di studio, confronto e riflessione. Con le relazioni dello stesso dottor Valenti, dell’avvocata Antonella Galano. È intervenuto anche lo scrittore e musicista Simone Lenzi che il centro Crpo ha premiato per il suo romanzo “La generazione” dal quale è stato tratto il film di paolo Virzì “Tutti i santi giorni” e che racconta proprio il percorso di fecondazione assistita di una coppia dal punto di vista maschile.
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