Gioco
Presi a scuola per salvarli dalle botte in casa
Due fratelli di 13 e 14 anni sono stati tolti alla famiglia dai servizi sociali del Comune e portati in una struttura protetta
LIVORNO. A denunciare tutto è stata la ragazzina. Lei ha 14 anni e frequenta la terza media; il fratellino, che ha un anno di meno, fa la seconda. Entrambi sarebbero vittime delle violenze paterne. I Servizi sociali del Comune li hanno presi a scuola e portati via, lontani da casa, dalle violenze familiari e da quella quotidianità che era diventata un pericolo. È successo mercoledì mattina presso l’istituto scolastico dove i due ragazzini, come ogni mattina, stavano seguendo le lezioni. Dopo un lungo colloquio a cui hanno preso parte anche gli insegnanti, gli operatori sociali li hanno prelevati e poi affidati a una struttura protetta. I due fratellini sono andati via in lacrime, sotto gli occhi dei compagni, molto scossi dall’episodio. Un provvedimento preso dai Servizi del Comune per mettere i due adolescenti al sicuro.
La scuola per la piccola studentessa era diventata un rifugio in cui trovare ossigeno nei momenti più bui. Lei stessa ha denunciato a insegnanti e compagni di subire maltrattamenti da parte del padre, un operaio livornese, che - almeno secondo ciò che ha raccontato - era aggressivo anche verso suo fratello e verso la mamma.
La famiglia, livornese e integrata nel mondo del lavoro, era però seguita dai Servizi sociali del Comune da cinque anni. E già nel passato, in base a quanto emerso, c’erano stati episodi di violenze: alcune denunce erano anche arrivate sulla scrivania degli investigatori della squadra mobile. Tuttavia, dopo un primo momento critico, nei mesi scorsi sembrava che il peggio fosse passato, e l’allarme legato alle violenze familiari era rientrato. I Servizi sociali avevano continuato a monitorare la situazione, ma a distanza e senza più necessità di intervenire.
E invece nei giorni scorsi ci sarebbe stato un episodio nuovo di violenza che ha sconvolto la piccola 14enne. In base a quanto da lei stessa raccontato a scuola e ai Servizi sociali, il babbo avrebbe dato in escandescenze, riempiendo di botte lei, il fratellino e la mamma. E ci sarebbero state anche delle denunce anonime alle forze dell’ordine. A quel punto, i Servizi sociali hanno preso in mano la situazione allontanando i figli da entrambi i genitori, e hanno messo in pratica un provvedimento di protezione. Si tratta di un atto amministrativo previsto dall’articolo 403 del codice civile che viene applicato quando il minore si trova «in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica». La legge prevede che i minori vengano messi in un luogo sicuro e che i genitori, anche qualora non siano d’accordo, vengano tempestivamente informati. E così è stato: il babbo e la mamma dei due fratellini si sono subito rivolti a un legale.
I Servizi sociali, dal canto loro, hanno informato la Procura e la polizia che ora sta raccogliendo testimonianze. Nei prossimi giorni sarà il Tribunale dei minori a esprimersi e a decidere se togliere la patria potestà ai genitori o se fissare incontri protetti. Ora i ragazzi sono al sicuro: sono sconvolti da quanto accaduto ma stanno bene, come loro stessi hanno comunicato agli amichetti.
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