Gioco
«Regole per i signori delle tessere, cambiamole»
LIVORNO. Le regole fissate dagli organismi regionali del Pd «stabiliscono condizionamenti troppo pesanti da parte dei signori delle tessere, capaci di favorire o interdire l'accesso al percorso...
LIVORNO. Le regole fissate dagli organismi regionali del Pd «stabiliscono condizionamenti troppo pesanti da parte dei signori delle tessere, capaci di favorire o interdire l'accesso al percorso partecipativo delle primarie». Il Gruppo degli Amici livornesi di Barca scende in campo in vista delle amministrative e lo fa con un attacco frontale al meccanismo di raccolta delle firme necessario per presentare un candidato alle primarie: «La quota di 500 adesioni dovrebbe scendere a 200 per non innescare logiche secondo noi superate».
«È il momento di discutere di idee e di un programma – interviene Attilio D'Alesio, che insieme a Claudio Frontera è uno dei promotori del gruppo – che intervenga sulle problematiche del mondo del lavoro, rilanci l'occupazione ma anche la cura della città». E poi c'è il ruolo della cultura, del turismo e dello sport. Dal punto di vista metodologico le linee di intervento sono due: «Le primarie e il confronto sui programmi con le forze del centro sinistra». Il rischio da scongiurare, dicono, è quello dell’astensione. Per dar vita a una vera partecipazione, «non basta il confronto sui nomi: i candidati presentino la squadra che vogliono mettere in campo per governare la città». E parlando dei futuri candidati, D'Alesio e Frontera dicono questa frase: «Non piacciono i salvatori della patria, proponiamo primarie aperte. Ci terrorizza il pensiero di due candidati scelti nelle stanze dei comandi». Auspicano, insomma, che la sfida sia a più nomi, ma per ora non ne mettono sul piatto nessuno, forse proprio per la mole di firme...
Intanto gli Amici di Barca hanno incontrato il segretario del Pd, Yari De Filicaia, e inviato una lettera a tutte le forze del centrosinistra, liste civiche comprese. «Abbiamo fatto sapere che ci siamo – dice D'Alesio – ora tocca al Pd». La risposta che i barchiani si attendono è positiva: «Non capiremmo una chiusura su programmi e idee. Se il percorso condiviso non ci fosse, troveremo un candidato». «Uno dei limiti della politica – sottolinea Frontera – è la sovrapposizione tra partito e amministrazione, in una macchina statale arcaica e autoreferenziale». «Ma presentare un nostro candidato – dice per ora Marzino Macchi – è l'ultima cosa a cui pensiamo».
Martina Corirossi
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