Il Tirreno

Livorno

Parte il restauro della storica “Gregoretti”

Parte il restauro della storica “Gregoretti”

L’Authority dà l’ok al trasferimento della motovedetta nel cantiere Lorenzoni: sarà usata per visite guidate

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LIVORNO. Tornerà presto in mare come nave-museo la mitica motovedetta "Bruno Gregoretti" (ex CP 312): proprio l'altro ieri l'imbarcazione, che era attraccata in disarmo alla Calata Pisa, è stata portata in secco e trasferita al Cantiere navale Lorenzoni che eseguirà il restauro per conto dell'Autorità Portuale di Livorno nell'ambito del Port Center, la cui realizzazione prenderà il via il mese prossimo in Fortezza Vecchia.

Radiata dai ruoli della Guardia Costiera nel 2007, la motovedetta è stata consegnata nel 2012 all'Authority per destinarla a visite guidate a bordo per comitive e scolaresche. Attraccata a banchina o con brevi uscite nelle acque portuali.

L'intervento di restauro, oltre alla meccanica e all'impiantistica, riguarderà lo scafo e la sovrastruttura che saranno riverniciati secondo la livrea originaria dell'entrata in servizio, quasi quarant'anni fa, con le caratteristiche fasce verdi e arancioni su fondo bianco.

Lunga 22,50 metri e dotata di scafo "Maierform" in acciaio, la "Gregoretti" è stata varata in Germania nel 1972 al cantiere Schweers di Bardenfleth (Brema) e appartiene alla classe "Theodor Heuss", una serie di unità alturiere ognitempo espressamente concepite per il soccorso in mare e allineate a tale scopo dalla società tedesca non governativa DGzRS (Deutsche Gesellschaft zur Rettung Schiffbrüchiger) di Brema. A Monaco di Baviera, al Deutsches Museum, è fra l'altro esposta una delle unità gemelle superstiti, la "Theodor Heuss" (ex H.H. Meier). Fra le caratteristiche salienti, oltre alla particolare conformazione arrotondata della coperta, spiccano la propulsione con tre eliche e la piccola imbarcazione ausiliaria (o "seppietta") situata a poppavia della sovrastruttura.

Entrata in servizio nel 1975 e destinata alla Capitaneria di Porto di Livorno, la Gregoretti è stata protagonista di rischiosi interventi di salvataggio e soccorso in mare per recuperare naufraghi di barche affondate oppure trainando imbarcazioni sorprese dalla tempesta e andate alla deriva in condizioni proibitive. Come quella volta, una trentina d'anni fa, quando la Gregoretti fu costretta a uscire con il libeccio che soffiava a più di 120 chilometri all'ora.

Sempre nell'ambito del percorso espositivo del Port Center saranno restaurati dal Cantiere Lorenzoni lo storico navicello “Pilade”, ultracentenario, e il piccolo rimorchiatore “Marzocco”, varato nel 1905 e appartenuto al Servizio escavazione porti del Genio civile opere marittime (come rivela la fascia bianca con losanghe rosse dipinta sul fumaiolo).

Roberto Riu

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