Il Tirreno

Livorno

Ora per Bussotti la strada si fa in salita

Da sciogliere il nodo delle firme e delle primarie: di partito o di coalizione? Nominata la commissione

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LIVORNO. Per il ricercatore Luca Bussotti la strada si fa in salita. Pochi giorni fa, come rivelato dal Tirreno, Bussotti ha scritto dal Portogallo una e-mail al segretario del Pd, Yari De Filicaia. «Caro Jari – si legge in quella e-mail – dopo diversi giorni di riflessione ho deciso di mettermi in gioco e candidarmi alle primarie, soprattutto a causa dei molti inviti che, da dentro e da fuori il partito mi sono giunti. Spero che questo aiuti il Pd nel percorso di trasparenza e sana competizione che tu stesso hai più volte auspicato».

E ancora: « Per me, vada come vada, sarà comunque una bella esperienza e un riavvicinamento alla mia città da cui sono stato lontano per tanti anni». Su Fb è subito arrivata una pioggia di commenti positivi. Ma per poter partecipare alle primarie che decideranno il candidato a sindaco serve un bel pacchetto di firme (da raccogliere tra il 26 gennaio e il primo febbraio). Il nodo da sciogliere, a questo punto, è quello delle regole: saranno primarie di coalizione o di partito? La differenza è grande. Intanto di strategia: il Pd deve scegliere se presentarsi agli elettori da solo o con un fronte di centrosinistra. De Filicaia ripete di lavorare per costruire una coalizione sul modello di Toscana Democratica, ma il nodo sarà sciolto davvero solo dopo l’incontro con il governatore Rossi, che dovrebbe essere il città il 22 gennaio. E dopo un confronto vero sui programmi, di cui ancora poco si parla. Ieri Sel ha disertato l’incontro provinciale tra alleati, perché il Pd si è “dimenticato” di invitare Prc.

Ma ecco il secondo punto. Se le primarie saranno di coalizione, per partecipare serviranno moltissime firme: il 35% dell’assemblea comunale o il 20% degli iscritti (quindi più di 500 sigle). Se saranno di partito, basterà il 25% dell’assemblea o il 10% degli iscritti. Nel primo caso, sarà difficile avere più di due-tre candidati del Pd. E senza l’appoggio dell’area Silvestri-Bolognesi (che ha il 37% dell’assemblea) Bussotti dovrà tentare l’impresa.

Sembra una partita a scacchi. E se è vero che l’ultima parola spetterà agli elettori, è vero anche che passaggi decisivi si stanno componendo su altri tavoli, a Livorno e a Firenze, dove Renzi e Rossi discutono quel rimpasto di giunta che potrebbe far arrivare Simoncini in città.

A calcolare con precisione il numero di firme necessarie sarà la commissione di garanzia appena eletta dall’assemblea comunale. È formata da Maurizio Paolini (presidente), Barbara Corso, Silvia Motroni, Lucia Pini, Cecilia Aquinati, Matteo Pasquanelli e Alessandro Silvestri.

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