Toscana
Bolognesi: «Io candidata? Non lo escludo»
Ma la renziana dice di continuare anche la ricerca di un nome extra-Pd. E boccia Simoncini: «Gli elettori chiedono altro...»
LIVORNO. «Io candidata? Per ora non escludo niente…». Sono le 11.20 quando dall'altra parte della cornetta risponde la donna che oggi, forse più di ogni altra, agita le acque del Pd livornese. Marida Bolognesi – ex parlamentare, già presidente della commissione Affari sociali della Camera e madre dell'associazione livornese di cultura e politica, “IdeaLi” – parla con la prudenza di chi sa di giocare una partita chiave. Di chi sa di avere, forse l'unica oltre ai vertici del partito, i numeri per avanzare una candidatura alle primarie che il 9 marzo decideranno il sindaco, forte di quel 37 per cento dei consensi portato a casa da Alberto Silvestri all'ultimo congresso nei circoli.
Bolognesi dice e non dice. Cerca di tenere aperta più di una porta. Ma intanto mette sul tavolo frasi di peso. Per cominciare, boccia di fatto («pur rispettandola») la candidatura dell'assessore regionale Gianfranco Simoncini. «Cosa vuole che le dica – taglia corto dall'altra parte della cornetta – con le primarie dell'8 dicembre gli elettori hanno dato un messaggio chiaro, tutto il Pd dovrebbe riflettere su questo, noi lo stiamo facendo …». «Non è un mistero – riprende – ho chiesto a Emanuele Rossi, come prima opzione, di scendere in campo». Ma il costituzionalista, docente al Sant'Anna, fino a oggi ha sempre detto no.
«Sto cercando di valutare se ci sono altre opzioni fuori dal partito – riprende quindi Bolognesi – non è semplice chiedere a persone che fanno un altro mestiere, come è stato per Angella, di giocare un'avventura difficile, che però io credo sia indispensabile per la rinascita di questa città. Perché noi dobbiamo rottamare un sistema – chiosa – più che rottamare le persone…».
Ok, ma il gruppo renziano vicino alla Bolognesi chi sosterrà? Cosa pensa degli uomini che si sono messi “a disposizione”, ovvero l'assessore regionale Gianfranco Simoncini e il ricercatore Luca Bussotti? Appoggerà quest'ultimo, appoggerà un'altra candidatura o alla fine scenderà in campo Bolognesi stessa?
«Credo che la candidatura di Simoncini – risponde lei – sia di tutto rispetto, nessuno può dire il contrario, ma penso che per molti aspetti ci sia bisogno di uno scatto di reni. Qualcosa non dico di traumatico, ma di straordinario. Perché non c'è solo da amministrare la città …».
«Sono felice – puntualizza – che si facciano le primarie ed è un bene che Simoncini abbia dato la sua disponibilità. Ma io non potrei firmare la candidatura, pur rispettandola, perché va contro al percorso che ho costruito fino a oggi e alla visione che ho di cosa potrebbe servire a Livorno. E soprattutto perché non credo che risponda a quello che secondo me ci hanno chiesto gli elettori l'8 dicembre. Dobbiamo dimostrare di essere in sintonia col nostro elettorato. Simoncini ha competenza, esperienza, ma servirebbe altro».
«Insomma – lo ripete due volte – sono contenta che ci sia la sua candidatura, come sono contenta che ci sia la disponibilità di un'altra figura come quella di Luca Bussotti, ma bisogna capire se esistono le condizioni per guardare anche in altre direzioni, verso candidature di spessore fuori dal partito». Quali?
Per ora Bolognesi dice che non sosterrà Simoncini e fa capire, tra le righe, che il nome di Bussotti non è farina del suo sacco. Anche se non è escluso che possa riscuotere apprezzamenti tra i suoi e, più in generale, nell’area renziana.
Intanto mercoledì sera un bel gruppo di democratici si è riunito proprio a casa della Bolognesi. I più fanno pressing perché sia lei stessa a scendere in campo, ma c'è anche chi consiglia di adottare strategie diverse, guardando fuori dal partito e da Ideali, proprio in nome di quel cambiar verso auspicato da Renzi. D'altro canto chi fa il nome della Bolognesi ripete che «è stata catapultata a Livorno in tempi recenti, non è mai stata eletta a Livorno e in città non ha mai ricoperto incarichi. Senza contare che è donna…».
Lei, dopo qualche resistenza, è schietta: «Non posso escludere a oggi una mia candidatura, pressioni e domande ci sono state». «Ma sono io – aggiunge – la prima a ritenere che sia importante valutare anche opzioni che aiuterebbero anche di più la politica di questa città. A oggi, quindi, non è il caso di escludere niente». Lei che è stata pallavolista, questa volta farà da allenatore e giocatore o sceglierà di vestire i panni dell’allenatore? Resta la scelta politica di «arricchire il panorama delle candidature». E per Bussotti la strada potrebbe farsi in salita.
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