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Livorno

Aci: ben venga la rotatoria ma se non è un pasticcio

Aci: ben venga la rotatoria ma se non è un pasticcio

Il presidente Pardini presenta il vademecum realizzato dall’Automobil Club «Guai se è fatta soltanto badando al risparmio o ad attingere ai fondi europei»

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LIVORNO. Si intitola “La rotatoria...a tutto tondo” e l’obiettivo lo dichiara esplicitamente nel sottotitolo: “Consigli per circolare in sicurezza”. È la brochure messa in pista dall’Automobil Club livornese. Non poteva esserci un momento più tempestivo: lo dice lo stesso presidente dell’Aci labronico Franco Pardini. Basti pensare – afferma – «all'incidente occorso all'automobilista che, proprio alla vigilia di Natale, è andata a scontrarsi contro un albero a causa di una traiettoria di marcia errata mentre era intenta ad uscire dalla grande rotatoria di viale Boccaccio». Non solo: è «ancor più dolente» il tasto «della scioccante relazione redatta dagli agenti della Polizia Municipale sulla presunta irregolarità della rotatoria costruita lungo viale Nazario Sauro e già criticata dai nostri consiglieri, visti quei limpidi difetti strutturali facilmente riscontrabili in fase di progettazione».

Pardini non si scaglia affatto contro le rotatorie in sé («se costruite con i corretti parametri contribuiscono in maniera incontrovertibile a ridurre il pericolo di incidenti»): se la prende, e parecchio, con l’effetto perverso determinato dalla « rischiosa commistione tra l'esigenza di aumentare il livelo di sicurezza e quella di risparmiare il più possibile da parte delle pubbliche amministrazioni». Tradotto: il «moltiplicarsi delle rotatorie è purtroppo dovuto alla ghiotta possibilità di non mettere mano alle proprie casse da parte di Comuni e Province, bensì poter attingere a speciali fondi europei». Si tratta di «una “degenerazione” analoga a quella già intrapresa con i dossi artificiali, ideati in forma anarchica dai tecnici a livello locale».

L’Aci presenta il vademecum realizzato e distribuito sul sull'intero territorio provinciale proprio in questi giorni: mira a essere – è stato sottolineato – «uno specchietto di pronta consultazione che gli utenti possono comodamente conservare nel cruscotto della propria auto, nel bauletto della moto o scooter».

Già, perché la rotatoria sembra entrata ormai nelle nostre abitudini quotidiane di guida e invece – l’ha dimostrato un recente rapporto Aci-Censis – è spesso un Ufo: «In Italia in pochi sanno cosa si deve fare al momento dell'immissione, visto che solo il 55 per cento degli intervistati ha risposto che rallenta l'andatura, mentre appena il 60% fornisce la precedenza a chi è già circolante all'interno».

La regola aurea per la rotatoria “perfetta”? Pardini non ha dubbi: dev’essere «rialzata, visibile di notte con adeguata illuminazione, nessun arredo in mezzo, con un diametro sufficientemente ampio». E aggiunge: è «un elenco breve» eppure «ancora oggi appare più semplice da enunciare che da mettere in pratica»...

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