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Muore Caleffi, stella amaranto
Il difensore fu protagonista in campo con 111 presenze e cinque reti
LIVORNO. Gianni Caleffi era nato a Traversetolo, in provincia di Parma e aveva in sé lo spirito sanguigno sudamericano: lo chiamavano il guerriero uruguaiano per la sua militanza calcistica nel Nacional di Montevideo. Ma nel suo petto ha sempre battuto un cuore labronico. Una passione amaranto, come il colore della sua squadra, in cui ha collezionato 111 presenze, e blu, come il mare livornese, che amava profondamente, come lui stesso adorava ripetere. Lo storico stopper del Livorno s’è spento ieri a Parma dopo una malattia.
Caleffi si era trasferito in città dopo l’esordio in serie A con la maglia del Padova nel 1961. A Livorno aveva fatto subito, sin dalla prima stagione, un esordio scoppiettante, vincendo il campionato di serie C 1963-1964. Le successive cinque stagioni le aveva giocate in serie B, collezionando un totale di 111 presenze e cinque reti. Prestazioni e carisma con cui aveva conquistato il cuore e la stima dei tifosi. Poi era passato al Parma.
Qui in città sono nati i suoi figli Claudia e Filippo, simbolo più evidente di un cordone ombelicale con la città mai reciso. Lui stesso in una recente intervista al Tirreno aveva sottolineato il suo affetto per la città: «Vengo spesso a Livorno - aveva dichiarato - a trovare i miei figli livornesissimi che dio più non si può e ogni volta lo capisco sempre di più: questo è un mare da sogno e che alla mia vita di pur felice parmense, manca davvero tantissimo». In città lascia un ricordo commosso da parte dei tifosi e non solo.
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