Il Tirreno

Livorno

Il Cisam apre le porte ai consiglieri

di Ludovica Monarca
Il Cisam apre le porte ai consiglieri

Le opposizioni chiedono garanzie. De Bernardo: «Procedure sicure e trasparenti»

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LIVORNO. Commissione in trasferta ieri per i consiglieri della Sesta che, come annunciato in un precedente vertice tra enti e istituzioni al Cisam, ha passato il pomeriggio visitando l'ex centro del reattore nucleare di San Piero a Grado con l'obiettivo di provare a dissipare ogni dubbio rispetto al processo di decomissioning delle acque della piscina, iniziato a ottobre, che prevedo lo sversamento dei liquidi trattati nel Canale dei Navicelli.

I consiglieri hanno assistito nell'aula magna del Cisam alle spiegazioni del direttore dell'ex centro nucleare, nonché responsabile del processo di smaltimento, l'ammiraglio Domenico De Bernardo, che ha puntualizzato ogni aspetto del procedimento rispondendo anche a tutti gli elementi del processo che nel corso di questi mesi hanno suscitato, per usare l'espressione scelta dall'ammiraglio, «particolari allarmismi». Presenti anche i tecnici del progetto, del centro e Arpat.

«Nonostante tutto sia più che documentato e a disposizione di chiunque sia interessato sul web e nonostante da parte nostra ci sia sempre stata la maggior trasparenza possibile – ha detto l'ammiraglio – non sono mancati in questi mesi allarmismi che trovo quanto meno fuorvianti. Un punto su tutti: il trizio. Il trizio presente nelle acque della piscina è al di sotto dei limite di legge imposti per l'acqua potabile (60 Bq/l contro i 100 Bq/l). Ricordo inoltre che il trizio non può essere abbattuto con nessun sistema per cui chi critica la nostra scelta di aver optato per il distillatore attua una polemica sterile perché la nostra scelta è la migliore e i dati delle analisi sui campioni delle acque trattate lo dimostrano, visto che tutti i valori sono 5-10 volte inferiori alla formula di scarico, ai limiti della rilevabilità strumentale. I residui invece, ovvero ciò che non può essere smaltito, non escono dal Cisam e saranno trattati come rifiuti nucleari e dunque inseriti in monoliti che, fino alla creazione di un centro di stoccaggio nazionale, resteranno all'interno del Cisam».

Lo sversamento delle acque nel canale intanto procede (240 metri cubi sversati fino ad oggi) e dovrebbe concludersi a maggio.

Numerose le domande dei consiglieri. Lamberto Giannini (Sel) e Tiziana Bartimmo (Rifondazione), promotori della mozione votata dal consiglio comunale che chiedeva la sospensione del procedimento, hanno voluto sottolineare la loro preoccupazione riguardo allo stoccaggio di materiale nucleari e alle possibili ripercussioni in seguito allo sversamento per l'ambiente e per il mare. «Il materiale che non può essere smaltito – rispondono dal centro – viene messo in condizioni di non nuocere come definito dalla legge. Dei 700 metri cubi delle acque della piscina resteranno 7 metri cubi non smaltibili che saranno inseriti in moniliti che saranno poi conservati all'interno del centro in attesa della nascita del deposito nazionale».

Il deposito del Cisam è stato visitato dopo la discussione in aula magna da tutti i consiglieri. «Ringrazio l'ammiraglio per la trasparenza e disponibilità – ha sottolineato l'assessore all'ambiente Massimo Gulì – Alle sue garanzie si aggiungono per noi quelle delle analisi effettuate da Arpat che, pur non essendo un ente di controllo, è stato da subito coinvolto nel progetto. Speriamo che non sorgano ulteriori polemiche».

I dubbi sul procedimento sembrerebbero così essere sciolti, «ma – sintetizza con una battuta l'idea dei più Marcella Amadio(Pdl verso Alleanza Nazionale) – se dovessi mangiare del pesce pescato nel Canale Navicelli non lo farei. Troppe volte in passato gli scienziati hanno rassicurato senza davvero conoscere ciò che sarebbe successo in futuro. Sono convinta che il procedimento scelto dall'ammiraglio sia il migliore possibile, ma il problema sta a monte: i rifiuti nucleari». Risponde l'ammiraglio citando Andrea Romano Idv (grande assente alla visita) che aveva sfidato De Bernardo a farsi un bagno nelle acque trattate: «Io sono pronto a farlo, ma prima deve nuotare lui nel Canale». E chiude: «L'informazione non è il mio compito, ma nessuno deve più permettersi di accusare il Cisam di scarsa trasparenza. Abbiamo aperto le nostre porte a tutti: politici, giornalisti, movimenti e ogni aspetto del procedimento e delle analisi è consultabile online».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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