Gioco
Genitori infuriati: niente scherzi sulla pelle dei nostri bambini
Giornata incandescente negli istituti scolastici dopo che è esplosa la polemica sul taglio alle pulizie «I wc? Lavati solo una volta al giorno, è un po’ poco». Gruppi di mamme all’Asl e dai Nas
LIVORNO. «Ho parlato con il responsabile territoriale della Dussmann, la società che ha l’appalto delle pulizie della scuola: mi ha assicurato che fino a marzo l’orario dei dipendenti non sarà toccato. Ma come faccio a crederci? Ai lavoratori è stato fatto firmare il contratto con le modifiche valide da gennaio. Mi sento presa in giro». È arrabbiata la prof. Camilla Pasqualini, primo dirigente delle scuole primarie Carducci di Ardenza.
E a chi le domanda se è disposta a chiudere la scuola se il caos continuerà, risponde: «Vedremo, guardiamo come si evolve la situazione. Poi in ogni caso bisognerebbe parlarne anche con le autorità».
L’INSEGNANTE. «Una bambina allergica agli acari – racconta Paola Martino, secondo collaboratore della preside alle scuole Lambruschini – è dovuta andare in bagno a lavarsi gli occhi più volte per via della polvere».
E mentre spiega la situazione, scorgiamo un disinfettante per le pulizie sopra un banco all’ingresso della classe, usato da poco da un’altra collega. Il cestino della stanza è pieno, qualche buccia di mandarino è cascato anche per terra, è in questo caos che le insegnanti cercano di garantire le condizioni essenziali per i bambini.
«Siamo responsabili dei bimbi e della loro salute, – riprende Martino- cerchiamo di fare il nostro meglio». La maestra avverte anche che la pulizia dei bagni viene effettuata, ma «solo una volta al giorno, e per l’uso che ne viene fatto è piuttosto poco».
«Speriamo che sia solo una fase transitoria, – continua – forse questa esasperazione vuol far capire cosa può succedere se si andrà avanti in questo modo»: in fondo, «è solo da tre giorni che la situazione è insostenibile, se dovesse continuare così per davvero, però, bisognerà mettersi a un tavolo e prendere qualche decisione».
L’insegnante prova anche a fare da mediatrice: «magari si potrebbe venire incontro a chi svolge questi servizi nella scuola, dove esigenze e orari sono ben diversi da quelli dell’ospedale».
La Dussmann, infatti, si occupa maggiormente delle pulizie nelle strutture sanitarie, quindi non ci sono orari di entrata e di uscita, e soprattutto, stanze occupate da bambini che fanno lezione. Infine, l’insegnante tiene a precisare: «In mattinata abbiamo fatto passare la circolare n°77 dove si comunica ai genitori il disagio, e che sono garantiti solamente i servizi minimi di pulizia e sorveglianza».
I GENITORI. «Alcune mamme delle scuole Carlo Bini – commenta Maria Amendola sul nostro sito – si sono mobilitate. Divise in tre gruppi siamo state all’Asl e dal prefetto. Abbiamo fatto anche una denuncia ai Nas». «Ci hanno concesso di fare una manifestazione: l’intento è quello di mobilitare più persone possibili».
E Cinzia Antonelli, sempre via Tirreno web, rincara la dose parlando di quel che accade nella classe del figlio di sette anni: «Per andare in bagno hanno diritto a due strappi di carta igienica: nel senso che per ogni aula hanno giornalmente un rotolo a disposizione».
Alle Thouar i rappresentanti di classe hanno avuto un faccia a faccia con i responsabili della scuola. Altra riunione anche alle Benci con padri e madri anche di altre realtà scolastiche sul piede di guerra. E alle Carducci, come diciamo in altro articolo, la mobilitazione dei genitori prende corpo come esposto al prefetto.
LE DIPENDENTI. Proseguiamo il viaggio in mezzo alle scuole, soprattutto elementari: ma stavolta guardiamo al personale: oltre a garantire i servizi di pulizia, dovrebbe anche effettuare il servizio di controllo sui bambini, nei corridoi, nei bagni (soprattutto nei casi dei disabili) e anche all’ingresso e all’uscita.
«È proprio questo che sembrano volere da noi, più che la pulizia», dice una lavoratrice Dussmann, quando l’orologio segna le 14.40: «Era previsto che facessi l’orario ridotto, poi mi è stato detto di fare l’orario come prima: ma non ho la certezza che verrò pagata per queste ore che nel nuovo contratto non risultano».
Anche un’altra lavoratrice segnala lo stesso problema: «Il mio turno quotidiano è stato ridotto ai minimi termini: tra l’altro – aggiunge – il sindacato ci ha suggerito di uscire perché non abbiamo garanzie di essere pagate se continuiamo a seguire l’orario precedente».
L’inserviente fa notare che l’orario di uscita dei bimbi è alle 16,20, quindi ci sarà un buco sulla sorveglianza. Ma non solo: «Vogliono che noi spezziamo l’orario, ma come si fa a pulire questa struttura mezz’ora, poi magari andare da un’altra parte, e ritornare qui? Ovvio che ne risente la qualità del servizio».
«Ho dovuto fare anche la sostituzione di una persona, – incalza una terza – ma verrò pagata solo per il mio orario».
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