Il Tirreno

Livorno

Addio a Lampredi imprenditore e politico di successo

di Lara Loreti

S’è spento a 71 anni per una crisi cardiaca, domani i funerali Lascia nel dolore tre figli: grande cordoglio in città

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LIVORNO. «Il viaggio sull’Aurelia da Roma a Livorno, che da anni segna la mia vita, non mi è mai durato così poco. Ieri i pensieri si inseguivano nella mia mente. Ricordi di infanzia, episodi ed emozioni condivisi con mio padre. Come quella volta al mare: eravamo sul gommone e lui faceva la pesca subacquea. Si immergeva e poi risaliva. Una volta tornò in superficie con un piccolo sarago. E io gli dissi: Papà, mi devi prendere un pesce più grande!». È un Maurizio Lampredi privato, tenero padre e uomo sportivo, quello che emerge dalle parole commosse del figlio maggiore Federico. Politico e imprenditore di successo, s’è spento a 71 anni, a causa di una crisi cardiaca.

Ex coordinatore comunale e consigliere di Forza Italia, vicepresidente del consiglio comunale a cavallo degli anni Duemila, nonché imprenditore di successo e figlio d’arte (suo padre era un noto progettista Fiat), il politico s’è sentito male martedì pomeriggio per un dolore toracico e una difficoltà respiratoria. Intorno alle 18.40 un’ambulanza è andata a prenderlo a Montenero e l’ha portato in pronto soccorso. Ma nonostante i tentativi di rianimarlo, andati avanti per ore, Lampredi non ce l’ha fatta. S’è spento in tarda serata.

«Quando ho ricevuto la telefonata dall’ospedale ero al lavoro a Roma - dice il figlio Federico, 45 anni, autore televisivo attualmente impegnato in Forum insieme a Barbara Palombelli - Nel giro di pochi minuti ho preso l’auto e mi sono precipitato a Livorno». Un viaggio non solo fisico quello fatto da Federico: «Ho pensato tanto e ho elaborato un ricordo di mio padre che leggerò durante il funerale. Era un uomo severo, ma giusto, che mi ha lasciato insegnamenti importanti: l’entusiasmo sul lavoro, il rispetto per gli altri, il confronto come occasione di crescita. E mi ha fatto capire che anche scontrandosi si può arrivare a punti di contatto forti. Ogni volta che avevo un problema, sapeva darmi il consiglio giusto. Spesso mi ripeteva: ricordati che ogni scelta che fai comporta necessariamente una rinuncia». Maurizio Lampredi una scelta forte l’aveva fatta: quella del lavoro, per cui - come sottolinea il figlio - aveva sacrificato alcuni aspetti della sua vita. «Lavorava anche la domenica», racconta Federico.

Nato a Livorno nell’aprile del 1942, Maurizio era figlio di Aurelio, geniale progettista Fiat e Ferrari. Ma non aveva mai approfittato della notorietà del padre: dopo aver vissuto a Livorno, Maranello e Torino, a vent’anni era tornato in città e dal 1962 al 66 aveva frequentato il corso “Folgori” in Accademia. Fino agli anni Novanta aveva lavorato in una multinazionale inglese di guarnizioni oleodinamiche. Poi fondò la Comtek, azienda di settore che ha portato avanti fino a un paio di anni fa, quando è andato in pensione. Nello stesso periodo scese in politica, fondando Forza Italia: una militanza caratterizzata dalla profonda onestà intellettuale. «È sempre stato lungimirante - dice Federico - e leale con gli avversari politici».

Sposato con Daniela e padre di tre figli, Federico, Elena e Filippo, Lampredi rappresenta un pezzo di storia di Livorno E in città il cordoglio è grande. Lo ricordano con affetto Massimo Parisi e Maurizio Zingoni, ex leader di Forza Italia ora al Corecom, anche a nome di colleghi come Roberta Naldini, Brunella Dini, Roberto Cartei e Luciano Bigiarini che con Lampredi hanno dato vita al gruppo forzista livornese già dal 1994.

Il funerale sarà celebrato domani alle 10.30 a San Jacopo, chiesa dal valore affettivo per la famiglia Lampredi: lì s’è sposato Federico e lì è stato battezzato suo fratello Filippo.

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