Il Tirreno

Livorno

Discarica di rifiuti medici a Salviano 2

di Gilia Mancini
Discarica di rifiuti medici a Salviano 2

In un campo a pochi metri dalle case spuntano flebo, sacche e scatole con flaconcini pieni di liquido abbandonati

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LIVORNO. Che nella zona di Borgo di Magrignano, periferica e decentrata, venissero scaricati abusivamente grossi quantitativi di rifiuti era cosa nota soprattutto ai residenti. Ma quanto è venuto alla luce negli ultimi giorni nella zona ancora in costruzione fra via Filippelli e via Romiti, nella parte ad est del quartiere che si espande in direzione delle Cinque Querce, ha suscitato allarme e preoccupazione tra gli abitanti.

Abbandonati al suolo non ci sono infatti i “soliti” calcinacci e i mattoni, lasciati lì colpevolmente da alcune ditte che non intendono smaltirli regolarmente, ma ammucchiati tra l’erba spuntano resti di medicinali, scatole intere con flaconcini contenenti liquidi, flebo, fasce per la pressione, targhe di studi medici e ambulatori fra i quali figura uno specializzato in medicina nucleare. Poi sacchi di cui è difficile identificare il contenuto, cartelle mediche e tende isolanti. E questo è solo ciò che si vede in superficie.

Il timore degli abitanti della zona – già alle prese con l’odissea infinita di opere di urbanizzazione, servizi e abitabilità – è che il materiale proveniente da alcuni ambulatori medici sia stato scaricato lì per evitare le procedure specifiche richieste per lo smaltimento (si tratta di rifiuti particolari) e che qualche sostanza possa essere finita anche nel terreno.

Tra le targhette abbandonate nel verde, si leggono i nomi di molti medici e ciò conferma – ammesso che ce ne fosse bisogno – che il materiale proviene da ambulatori.

«La zona di scarico è abbastanza nascosta dalla strada – spiega uno dei residenti del borgo, conosciuto dai livornesi soprattutto come Salviano 2 – difficilmente avremmo scoperto tutto questo se non per un caso fortuito: il mio bambino di otto anni – racconta – ha lanciato il pallone semplicemente troppo lontano e nell’accompagnarlo a cercarlo ho fatto l’agghiacciante scoperta». Gli abitanti ora si chiedono da quanto tempo questi rifiuti siano stati lasciati lì.

«Dal 2011, da quando sono stati sospesi i lavori di costruzione, viviamo in una situazione di degrado che si aggiunge al disagio del vivere in mezzo ad un cantiere», conferma il portavoce del comitato di Borgo, Michele Lucarelli.

«In passato – riprende – abbiamo più volte segnalato scarichi abusivi di mobili e quant’altro ai vigili urbani, d’altronde in una zona dove non c’è più controllo da parte di Edilporto, con scarsa illuminazione, è ovvio che diventi il luogo ideale per questo genere di infrazioni».

Nessuno, però, poteva pensare che spuntassero anche rifiuti così pericolosi.

Ad allarmare gli abitanti della zona, che da anni vivono fra calcinacci, erba alta, recensioni dei cantieri abbandonati sfondate da chi di notte ruba il materiale, è appunto la natura dei rifiuti.

«Circa l’85 per cento degli abitanti del quartiere è formato da coppie giovani con bambini piccoli – continua Lucarelli – il rischio è che questi rifiuti possano causare danni e venire a contatto, magari distrattamente, con i nostri figli».

Un atteggiamento sociale di poco senso civico e decoro, oltre che una violazione di legge da parte della ditta o delle ditte che hanno abbandonato quei rifiuti. Un atteggiamento che può trasformarsi in un nuovo incubo, questa volta dei rifiuti pericolosi, per gli abitanti del Borgo Magrignano.

Anche se la zona di scarico è poco estesa e la quantità del materiale notato non ingente, le domande negli abitanti sono numerose e pressanti. È successo anche altre volte? Se il pallone di un bambino di otto anni non fosse finito in mezzo alle macerie se ne sarebbero mai accorti? È l’unico punto quello fra via Romiti e via Filippelli dove si è verificata una situazione simile? La pioggia ha già portato via e distrutto parte dei rifiuti o quel che resta in superficie è solo ciò che è stato abbandonato?

I residenti chiedono verifiche e controlli degli enti preposti. Intanto il comitato del Borgo Magrignano ha inviato una richiesta al Comune per un tavolo dove valutare l’attuale situazione di Salviano 2. I soci delle cooperative che negli anni hanno costruito nella zona, molti dei quali ancora in attesa dell’abitabilità (il consorzio Edilporto, titolare della concessione col Comune, deve completare le opere di urbanizzazione) chiedono un resoconto/confronto sulle mille spie di allarme del quartiere ancora in cantiere. Con l’aggiunta, ora, della spinosa e fastidiosa questione dei rifiuti pericolosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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