Il Tirreno

Livorno

Bussotti scrive: «Sì, mi candido»

di Juna Goti

Il ricercatore al segretario Pd: «Mi metto in gioco». E Simoncini su Fb: «Andrò oltre la disponibilità»

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LIVORNO. L’annuncio è arrivato ieri direttamente dal Portogallo: il ricercatore Luca Bussotti correrà per diventare sindaco di Livorno. O almeno ci proverà. Nella e-mail che ha inviato ieri poco dopo mezzogiorno al segretario del Pd Yari De Filicaia, e di cui siamo entrati in possesso, si legge: «Caro Yari, dopo diversi giorni di riflessione ho deciso di mettermi in gioco e candidarmi alle primarie, soprattutto a causa dei molti inviti che, da dentro e da fuori il partito, mi sono giunti».

«Spero che questo – aggiunge – aiuti il Pd nel percorso di trasparenza e sana competizione che tu stesso hai più volte auspicato. Per me, vada come vada, sarà comunque una bella esperienza e un riavvicinamento alla mia città da cui sono stato lontano per tanti anni. In questo momento sono a Lisbona e rientrerò a Livorno sabato sera, per cui da lunedì ti cercherò per incontrarci e parlarne...».

Classe 1968, segretario negli anni a cavallo tra Pds e Ds, ex assessore all'ambiente e presidente del consiglio di sorveglianza Asa (incarico che lasciò quando decise di volare in Mozambico), dal 2011 Bussotti fa il ricercatore a Lisbona. Ma il Mozambico è rimasta la sua seconda casa: ne è uno dei massimi esperti a livello internazionale ed è qui ha messo su famiglia.

Da tempo il suo nome rimbalza nel toto candidati: ora dovrà trovare le firme necessarie per correre davvero (più di 500 tra gli iscritti o il 35% dell’assemblea comunale). Certo se ha fatto una mossa come non penserà di essere scoperto: si dice che dalla sua ci sia una parte dell’ala renziana, è stimato da nomi di peso, come il presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi e il giovane Alessio Ciampini.

Così ecco che nel Pd si profila una corsa a due. Su FB l’assessore regionale Gianfranco Simoncini ha postato un lungo testo che sa tanto di programma elettorale. Simoncini (al secondo mandato) non ha mai nascosto la voglia di mettersi in gioco a Livorno e ora a Firenze si parla anche di un rimpasto della giunta Rossi per lasciare spazio a nuovi assessori renziani...

«Innovazione – scrive sul social network – è la parola che dovrà guidare chi si proporrà per il governo di Livorno per i prossimi cinque anni». E via con un progetto che, scrive, «metta il lavoro al primo posto», ripensi «il nostro sistema di welfare per una città modernamente solidale, promuovendo l'efficienza dei servizi pubblici e un nuovo protagonismo del privato-sociale». Poi «nuove forme di partecipazione dopo la chiusura delle circoscrizioni» e «recupero dell'edificato urbano» come «grande occasione di riqualificazione ambientale, ma anche di lavoro». «Sapendo però – sottolinea – che un progetto non si fa “da solo”, ma si costruisce nel confronto e con l'ascolto, non solo all'interno del Pd ma con la città». Simoncini scrive di voler prima valutare «che tipo di problemi posso creare alla giunta regionale» con la sua candidatura. E se c’è condivisione sul programma. Ma poi si lancia: «Nei prossimi giorni e ben prima del 31 gennaio, data ultima per la presentazione delle candidature, andrò oltre la “disponibilità”...».

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