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Livorno

Toto-nomi, ora fa capolino anche Grassi

Toto-nomi, ora fa capolino anche Grassi

Nel tourbillon di papabili, in campo renziano sui social network rimbalza l’ex assessore dimissionato

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LIVORNO. L'assessore regionale Gianfranco Simoncini è ormai, pur con tutte le cautele del caso, il primo nome che sembra destinato a non essere una meteora nel toto-sindaco. Ma gli effetti malati di una politica che ormai sembra nutrirsi solo del ping pong di post sui social network non rinunciano a mettere nelle roulette russa della caccia al candidato Pd altri nomi. A cominciare da quello di Mauro Grassi, l'ex assessore all'urbanistica chiamato a Livorno dalla nomeklatura della Regione nel settembre 2011 e rimasto all'ombra dei 4 Mori per appena 15 mesi prima di esser dimissionato dal sindaco perché Grassi si era candidato con Renzi senza aver informato. Alla fine Grassi non ce la farà a avere le firme necessarie a trasformare in realtà l'intenzione di candidarsi ma ormai la frittata era fatta. L'ex assessore, inizialmente tornato nella sua Firenze, con l'arrivo del governo Letta ha fatto di nuovo la valigia ed è finito a Roma: capo-segreteria del sottosegretario D'Angelis.

Del resto, siccome la discussione in casa Pd sconta il fatto che il vertice del partito è indebolito (la leadership cuperliana ha preso il colpo del trionfo renziano alle primarie e il numero uno della federazione è in lizza in prima persona per candidarsi come sindaco di Cecina): logico che la maionese sia impazzita in un tourbillon di ipotesi, sottoipotesi e contro ipotesi.

Inutile dire che il giochino si esercita anche in campo renziano: alle primarie non ha avuto uguali la folgorazione per Renzi che Livorno ha avuto nel giro di una ventina di giorni. C'è una plateale diversità fra il verdetto degli iscritti a metà novembre (con le candidature locali) e la sentenza delle primarie appena tre settimane dopo (con i big nazionali): dice anche che l'esercito del trionfatore Renzi è in cerca di figure più forti in campo locale. E questo finisce per portare acqua al mulino di Grassi: non è un segreto che sui social network mostri un attivismo sulle questioni livornesi che è sicuramente fuori dall'ordinario se lo si volesse catalogare semplicemente come un fiorentino in trasferta a Roma che per 15 mesi è transitato da Livorno, come in effetti è.

L'ultimo a tirarlo in ballo per la giacca è Etrusco Bargelli, 74 anni, consigliere nella circoscrizione 3 guidata dal renziano Battocchi, una vita a sinistra dal Pci al Pd: «Credo che se ci fosse la sua disponibilità, potrebbe essere un buon candidato a sindaco di Livorno: Mauro Grassi già stato assessore, indipendente dalle "amicizie" e dalle logiche di palazzo, competente ed onesto. Perché gli ex renziani non si danno da fare, dal momento che so che questa opinione è condivisa da molti?». Sulla stessa lungherzza d’onda, sempre SUI social, pure Mauro Meini, renziano di Fare cambiamento.

E lui? Ringrazia per complimenti e critiche. Poi aggiunge, un po’ defilandosi: :«Sono disponibile a dare una mano a chi si presenterà con la voglia di cambiare davvero: un politico giovane che si lancia e non si nasconde dietro i soliti giochini di provincia. La mia mano c'è: che sia a Roma o a Firenze». (m.z.)

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di Redazione web