Proteste
Pd, ora è ufficiale: Simoncini è pronto
Ieri la telefonata con De Filicaia: «Ha dato la disponibilità al partito». E su Facebook: «Ho un’idea precisa sul futuro di Livorno»
LIVORNO. «Gianfranco Simoncini ha dato la sua disponibilità al partito di Livorno: qualora ritenesse opportuno chiamarlo, lui ci sarebbe». Dall’altra parte della cornetta c’è il segretario dell’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia. L’uomo che di fatto nelle prossime settimane si troverà a gestire le primarie per scegliere il candidato a sindaco e la campagna elettorale in vista delle (questa volta non scontate) elezioni che decideranno il successore di Alessandro Cosimi.
Dopo le dichiarazioni rilasciate al Tirreno («ho un impegno rilevante a Firenze, non sgomito e non chiedo niente a nessuno, dopodiché se arriverà una richiesta forte dalla città la valuterò...»), ieri l’assessore regionale al Lavoro ha parlato direttamente col segretario del partito.
Una telefonata fatta di prima mattina, come conferma De Filicaia. «È vero – risponde il segretario – ci siamo sentiti. Dovevamo parlare di un po’ di cose che hanno a che fare con l’occupazione e la crisi di questo territorio. E abbiamo parlato anche di una possibile candidatura...». «Simoncini – riprende – ha voluto confermare a voce al segretario quello che aveva già detto alla stampa: se si reputa che è la persona adatta, lui c’è».
E De Filicaia che ne pensa? «Lo registro positivamente – risponde – Gianfranco ha fatto un lavoro preciso e puntuale su tante questioni scottanti, è una personalità e una persona alla quale in tanti nel partito guardano con interesse».
Il segretario per ora si ferma qui. Anche perché questa volta, per la prima volta, non sarà il partito a fare il nome del candidato: saranno gli elettori con le primarie, che con ogni probabilità saranno di coalizione (venerdì sera c’è stato un incontro a Rosignano con i rappresentanti provinciali di Sel, Idv, Psi, Centro Democratico, assente Rifondazione).
Se alla fine Simoncini deciderà davvero di scendere in campo, dovrà raccogliere le firme, come tutti gli altri (oltre 500 tra gli iscritti o il 35 per cento dell’assemblea comunale). Ma lui stesso ha fatto capire di essere ben consapevole di dover passare da questa strada quando al Tirreno ha dichiarato: «È ovvio che il candidato dovrà essere espressione delle primarie». De Filicaia, intanto, fa sapere che con ogni probabilità non firmerà alcuna candidatura per giocare un ruolo da arbitro («il mio compito ora è preparare il terreno garantendo che ci siano le migliori risorse che abbiamo e garantendo pari opportunità per tutti: poi il vero obiettivo viene dopo le primarie, è vincere le elezioni»).
La corsa, comunque, è solo all’inizio. Ieri pomeriggio Simoncini – 56 anni, ex sindaco di Rosignano, assessore regionale al secondo mandato – ha confermato su Facebook e su Twitter le dichiarazioni rilasciate il giorno prima. E ha rilanciato: «Personalmente credo ai progetti politici costruiti insieme e non ai progetti personali calati dall'alto. Credo che le candidature non debbano rispondere ad ambizioni personali, ma a idee costruite discutendo e confrontandosi nelle comunità politiche alle quali si appartiene e ascoltando e discutendo con la città. Per questo ho dato le risposte che trovate negli articoli, anche a partire delle idee molto precise che ho sul futuro di Livorno, sull'innovazione profonda che la nostra città deve vivere, e sul ruolo fondamentale che essa può svolgere per contribuire alla ripresa del lavoro e dello sviluppo della Toscana». Gli hanno risposto in tanti. Compresa la segretaria del circolo Pd di Shangai, Simonetta Pampaloni: «Gianfranco, sai come la penso... sei la persona giusta per Livorno!».E l’ex vicesindaco Laura Bandini: «Hai intelligenza, esperienza, onestà e passione, quello di cui Livorno ha bisogno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
