Il Tirreno

Livorno

Futuro incerto per il Museo di Villa Henderson

di Roberto Riu
Futuro incerto per il Museo di Villa Henderson

Le preoccupazioni di Bonsignori: «Una risorsa preziosa, ma col ridimensionamento della Provincia cosa accadrà?»

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LIVORNO. Quale futuro per il Museo di Storia naturale del Mediterraneo? Ecco l’interrogativo che ha caratterizzato venerdì pomeriggio la cerimonia della firma del protocollo d’intesa tra l’amministrazione provinciale e le numerose associazioni culturali che gravitano nell’ambito dell’istituzione museale livornese, le cui origini risalgono alla fine degli anni ‘20 del Novecento.

«Un interrogativo - spiega il vicepresidente della Provincia, Fausto Bonsignori - che nasce dall’assetto che le amministrazioni provinciali prenderanno nei prossimi mesi, ridimensionando le proprie funzioni».

E con il cambiamento delle competenze della Provincia resta da capire quale futuro potrà avere il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo.

«Stiamo parlando - aggiunge Bonsignori - di una struttura che negli ultimi due anni è andata avanti a bilancio zero. Ovvero, a parte il pagamento dei dipendenti e delle utenze, non ha più ricevuto un euro dall’amministrazione provinciale. Il Museo è riuscito a entrare in progetti comunitari e a mantenere il sostegno della Fondazione Livorno».

Una struttura viva, insomma, che ha varato un centinaio di progetti formativi per la scuola e che l’anno scorso ha visto l’ingresso a Villa Henderson di circa cinquantamila visitatori fra comitive, scolaresche, turisti e gruppi familiari. Durante la settimana l’auditorium ospita invece corsi di antropologia, botanica, micologia o astronomia, oltre a incontri vari grazie a gruppi e associazioni di volontariato: realtà che da decenni, sono attivi nel Museo e ne costituiscono la linfa vitale.

Ci sono sale di lettura per gli studenti e laboratori di ricerca, per non parlare dell’orto botanico, del planetario, della Sala del Mare o della sala delle esposizioni temporanee che accoglie ora una spettacolare mostra sugli squali. Si tratta insomma di un patrimonio collettivo di immenso valore che produce cultura e deve continuare a vivere e progredire ancora. «Bisogna però – conclude Bonsignori – che su questo tema ci sia la massima sensibilizzazione da parte di tutti». Una soluzione per garantire l’esistenza del Museo potrebbe essere un’apposita fondazione. Nel frattempo, tre mesi fa, è nata l’Associazione Amici del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, proprio per promuovere iniziative rivolte alla valorizzazione della struttura museale e che già può vantare oltre un centinaio di aderenti.

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