Il Tirreno

Livorno

Ciao Facebook, io chiudo per ferie

Simone Lenzi
Ciao Facebook, io chiudo per ferie

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Da qualche giorno ho chiuso il mio profilo su Facebook. Non mi sono cancellato dal social, perché in realtà cancellarsi è impossibile: una volta che ce l'hai è per sempre. Puoi solo 'disabilitare il profilo', ma è come quando tramontano le stelle: non si vedono ma ci sono. Nel mondo dell'immediata presenza e disponibilità di tutto che è internet, sparire davvero non è possibile.
L'unica cosa che si può fare è appunto oscurarsi, magari neanche per sempre, ma per un po'.
Giusto il tempo di disintossicarsi. Da cosa, per la precisione? Dalla gratuità delle opinioni compulsive, dal fatto che ciascuno si senta sempre in obbligo di dire la sua su questo e quello, dove questo e quello sono spesso cose di cui non sappiamo assolutamente niente. Di tutte le bufale che si siamo bevuti in questi anni, credo che nessuna sia più pericolosamente sciocca della cosiddetta democrazia della rete. Che la rete rappresenti un luogo di effettivo confronto, di crescita e di scelta democratica è, allo stesso tempo, la pia illusione di tante persone semplici e il calcolo furbissimo di alcuni cinici che, come dicono gli americani, 'cash from chaos': fanno soldi dalla confusione. La rete rappresenta semplicemente un luogo in cui si possono raccogliere, con fatica, informazioni utili in un mare di idiozie.
Fra queste idiozie, ci sono, per fare un solo esempio fra i tantissimi possibili, quelle di migliaia di mentecatti che hanno augurato, in tempo reale, la morte a Pierluigi Bersani. I mandanti morali di questi imbecilli sono coloro che hanno blaterato per anni sulla cosiddetta casta, senza avere il coraggio di dire che se l'Italia non ha avuto una classe dirigente all'altezza è perché buona parte della società italiana stessa è ormai un coacervo indistinto di gente con la bocca molto più grande del cervello, che proietta sul capro espiatorio di turno tutto il peso della propria arretratezza civile. Ecco, dopo un po', specie se hai 4000 amici, tutto questo rumore di fondo comincia a dare fastidio. La stessa benevolenza umana che ti porta a rispondere a tutti, sempre e comunque, perché così sei stato educato a fare, si trasforma in sorda frustrazione.
Così il mio proposito per il nuovo anno, è diventato quello di parlare di meno, di stare più zitto, di non alimentare il coro delle opinioni gratuite. Lo devo a me stesso, per una forma di rispetto.
Del resto Mark Zuckerberg, per tutte le ore che io e altre centinaia di milioni di utenti abbiamo passato su Facebook per farlo diventare miliardario, non ci ha mai dato un centesimo.
Così mi sono preso il diritto di chiudere per ferie.

 

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