Il Tirreno

Livorno

Giusti: in vista del voto ai politici chiedo di essere più concreti

di Mauro Donateo
Giusti: in vista del voto ai politici chiedo di essere più concreti

Il vescovo insiste su casa e occupazione. Cosimi sottolinea i valori del Papa. Il cardinal Betori: difendere il lavoro

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LIVORNO. «Dalla prossima campagna elettorale per le amministrative chiedo due cose: più concretezza nei dibattiti, soprattutto su casa e lavoro. E poi creatività: bisogna percorrere strade nuove». A dirlo è il vescovo Simone Giusti, durante l’incontro organizzato dal Centro Culturale diocesano, in collaborazione con il Serra club.Ospite d’onore, il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, per una riflessione sul tema “L’impegno sociale e politico per i poveri dei cattolici toscani”. «Come Chiesa – dice Giusti – in vista delle prossime elezioni cittadine, continueremo in queste iniziative: vogliamo muovere idee, è da lì che nascono i programmi».

Il vescovo, che è intervenuto solo alla fine, è sceso molto nel concreto e nel politico, anche di più rispetto allo stesso sindaco Cosimi, invitato all’evento. «Occorre mettere avanti il “noi” nei programmi, non l’ “io”: i diritti collettivi vengono prima di tutto». Giusti ha anche invitato i politici «a trovare punti di accordo per arrivare a un governo unito e solidale, che guardi ai bisogni dei poveri», perché «in città noto invece un grande frazionamento che rischia di non rappresentare nessuno». Per il vescovo «serate come queste sono l’esempio di come due culture di origine opposta, possano andare verso obiettivi comuni: non serve un patto di potere, ma un’intesa culturale che porti a un’unità politica».

«Papa Francesco ha aperto nuovi scenari – ha detto Cosimi – e ci invita a un nuovo umanesimo unificante». Il sindaco ha citato più volte l’esortazione papale Evangelii Gaudium, ma anche gli scritti di Benedetto XVI, frasi del vangelo, di San Paolo e di Sant’Agostino, dimostrando una vera preparazione teologica e filosofica. «Nel documento di papa Francesco c’è una critica al denaro come finalità, non come strumento, bisogna che ci siano norme che contrastino le disparità». Cosimi ha chiesto di essere uniti nel «costruire una speranza in concreto», ricordando che «con questo sistema i giovani non avranno più sussidi previdenziali». Infine, ha aggiunto: «La politica di fronte a certi sistemi finanziari è troppo debole, deve avere più coraggio».

Il cardinal Betori, invece, riprendendo il discorso del Primo maggio di papa Francesco, ha detto che «il lavoro ci unge di dignità» e che «difenderlo significa difendere la persona». Il porporato ha parlato anche della famiglia, «fondata sul matrimonio tra uomo e donna, e che ha specifica dimensione sociale». Per Betori bisogna «vigilare e ostacolare chi vuole trasformare i desideri in diritti, perché la famiglia è tutelata dalla Costituzione». Il cardinale ha ricordato l’importanza del ruolo dei cattolici nella politica, («hanno dato tanto, e devono continuare a dare tanto»), invitando a orientarsi secondo le parole del Vangelo e del papa, «comunque, il pensiero cattolico è un’offerta alla società, non un’imposizione». Riprendendo l’Evangelii Gaudium, Betori ha sottolineato la scelta prioritaria per i poveri: «Devono essere inclusi nella società, non assistiti e basta». Infine, un pensiero sul carcere: «Deve avere una funzione di redenzione, se no diventa un costo doppio. Occorre ripensare un welfare più comunitario».

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