Gioco
Un bilancio tra luci ed ombre ma il Pd non “processa” Cosimi
Il sindaco affida la relazione di fine mandato a Picchi: «Lasciamo conti in ordine e servizi in piedi Il nuovo ospedale? Non si discute». De Filicaia: «Bilancio ok, ma sul sociale serviva più coraggio»
LIVORNO. Alla fine, nell’atteso faccia a faccia tra Pd e amministrazione comunale, non c’è stato il bagno di sangue di cui alla vigilia in parecchi parlavano. Certo, durante la verifica di fine mandato davanti alla direzione comunale del partito, convocata mercoledì sera in una sala della circoscrizione 1 gremita, le critiche non sono mancate. Come le sottolineature di Cristina Lucetti (segretaria di Corea) e di Maurizio Paolini (numero 2 della segreteria comunale) che mettono il dito nella “poca collaborazione” tra giunta e gruppo in consiglio, e nella partecipazione dei territori. O Paolo Borghi, schietto con l’amministrazione. Cosimi manda avanti Picchi: è il vicesindaco ad esporre il lungo resoconto a nome della giunta, mentre il sindaco replica dopo mezzanotte, al termine di tutti gli interventi. «Come concordato con il segretario del partito», risponde dal fondo della sala a chi, come Daniele Bettinetti, lo incalza.
Nuovo ospedale. Il tema del nuovo ospedale è spinoso, soprattutto in un momento in cui ancora non è chiaro se il Pd arriverà alle amministrative con una coalizione: Sel, ad esempio, sta rimettendo in discussione il piano finanziario dell’opera. Sull’andare avanti con la costruzione, nella sala dove sono riuniti i democratici, le idee sembrano condivise. «C’è un progetto approvato dalla Regione, avanti su questa strada – dice il segretario dell’unione comunale del Pd, De Filicaia – e anche le eventuali coalizioni dovranno adeguarsi...».
«I ritardi del bando – spiega Bruno Picchi – derivano dall’attesa per vedere di rientrare nei fondi nazionali che aiutano la costruzione di nuove strutture sanitarie». Per Cosimi, «il nuovo ospedale è un fatto indiscutibile, la struttura di viale Alfieri non può stare dietro ai tempi tecnici e ai costi di oggi, ci vuole ammodernamento». Il sindaco, ha aggiunto che «ci vorranno, come minimo, 7-8 anni per vedere l’ospedale nuovo».
Porto. «Siamo in attesa delle osservazioni che farà la Regione alla variante anticipatrice del piano regolatore del porto che abbiamo approvato, così che possa essere adottato definitivamente», fa sapere Bruno Picchi sottolineando che rispetto al Prg portuale quello raggiunto dal consiglio comunale è un «risultato storico». Anche De Filicaia riconosce che «la variante è un atto importante, ma – e qui lancia una frecciata – non basta: se non si fanno i dragaggi dei fondali, è tutto inutile». Picchi, nell’ambito del pacchetto porto, riprende anche la patata bollente della Bellana: «Non è stata l’amministrazione a fare quelle proposte, ma gli enti prestabiliti».
Rapporto pubblico-privato. «C’è un problema culturale che ci portiamo dietro da tempo, è quello di accettare le novità» dice al microfono De Filicaia, che aggiunge: «Occorre aprire un dialogo tra pubblico e privato, superando certe dietrologie. Anche di questo terremo conto nelle eventuali coalizioni». Poi il segretario ritorna all’attacco sul porto, alzando la voce: «Nessuno mi ha ancora spiegato perché Ferrovie non è riuscita a entrare nel porto, è una opportunità per l’occupazione e le relazioni con l’esterno. Quando l’ho chiesto al presidente dell’Authority, mi ha risposto parlando di La Spezia e di Genova...».
Sul tema dell’istruzione, invece, il segretario tiene a precisare che «in questo campo è meglio che rimanga tutto in mano pubblica». «Tutte le volte che abbiamo tentato di aiutare il passaggio tra pubblico e privato, la città si è ribellata – sostiene il sindaco – e questo ha bloccato diversi processi, spesso sentivo dire “chissà cosa c’è dietro”». «A chi oggi ci attacca per la chiusura del Kinò Dessé – chiosa il sindaco – dovremmo rispondere con coraggio che abbiamo aperto due sale alla Gran Guardia».
Bilancio ok. «Nonostante gli evidenti tagli abbiamo mantenuto gli impegni che ci eravamo presi», dice in direzione il vicesindaco Picchi, che in sostanza sottolinea che il Comune ha dovuto fare anche scelte difficili, ma ha «tenuto in regola conti e bilanci, e difeso welfare e servizi». «Tra i nostri obiettivi – dice – c’era il sociale, che non è stato toccato, portando avanti le politiche sull’emergenza abitativa. Ma anche l’istruzione, i trasporti, la sicurezza e la cultura sono stati curati».
«Ogni anno – gli fa eco Cosimi – paghiamo 19 milioni per le residenze sanitarie assistite, quando si parla di sociale bisogna pensare anche a questo, non solo alla social card». «Con orgoglio – dice – possiamo dire che nessun servizio è stato tagliato». Anche De Filicaia riconosce che «il Comune sul bilancio ha tenuto bene (l’assessore Nebbiai avrà gradito...), meglio anche rispetto ad altre città», però si lancia in un’altra critica: «Come detto in passato, per me ci voleva più coraggio verso le nuove povertà. Ci sono persone che dormono in macchina. Forse si potrebbe tagliare un po’di quei 19 milioni citati, spiegando a qualche figlio che è meglio se tiene con sé il genitore anziano».
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