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Slittano le primarie: riparte il toto nomi

Slittano le primarie: riparte il toto nomi

Al voto il 9 marzo. Dopo il no di Angella tornano in pista Simoncini, Bernardo e Bussotti

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LIVORNO. Slitteranno dal 23 febbraio al 9 marzo le primarie per decidere il candidato a sindaco del Pd. La notizia non è ancora ufficiale, ma da Firenze è partito il giro di chiamate alle federazioni locali per evitare la concomitanza con il congresso regionale.

Dopo il “no grazie” dell’avvocato Giuseppe Angella a quella parte del Pd che spingeva per una sua candidatura, il Pd livornese si ritrova, così, a caccia di nuovi nomi. Nelle ultime settimane si è sentito parlare poco del ricercatore Luca Bussotti. In realtà il suo nome non mai sparito dal tavolo, ma ora che si dice che lui sarebbe disposto a pensarci, dal partito sembrano aver sollevato punti interrogativi. L’idea di un candidato extra-Pd non è morta, ma dopo il rifiuto di Angella e con i dubbi su Bussotti, il Pd è tornato a guardarsi dentro. Così riecco in pista gli amministratori. Ieri è stato rispolverato da più parti il nome di Gianfranco Simoncini. L’assessore regionale al Lavoro a detta di molti è un buon amministratore e sarebbe un buon primo cittadino. Chi ha sempre storto il naso di fronte a una sua candidatura lo ha fatto perché «con le primarie gli elettori ci hanno chiesto un cambio di passo, discontinuità». Ma ora c’è anche chi fa notare che se Simoncini corresse, si libererebbe un assessorato in Regione. Se fosse un consigliere regionale a occupare il posto, nel consiglio fiorentino entrerebbe la cecinese Chiara Di Cesare. La mente vola subito a Marco Ruggeri, che potrebbe lasciare il timone del gruppo a un renziano. Ma va detto che il colligiano sembra comunque avere davanti a sé un’autostrada e non è lui a spingere per avere subito un assessorato di un anno.

Poi ci sono gli assessori comunali, dal vicesindaco Bruno Picchi (che però non è uomo da primarie) a Paola Bernardo: in parecchi fanno il suo nome, soprattutto nei dintorni del gruppo Pd in consiglio. Ma lo stesso De Filicaia fa notare che anche in direzione la parola “discontinuità” è stata la più ripetuta. E la candidatura di un assessore potrebbe suonare come troppo “continua”.

Sempre, poi, che qualcuno non faccia il nome dello stesso segretario. A quel punto, c’è da scommetterci, una parte del Pd non resterebbe a guardare e forse scenderebbe in campo anche Marida Bolognesi. (j.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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