Il Tirreno

Livorno

LIBRI/1 GUIDA A UN TESORO DI MONTENERO

Famedio e una storia che viene da lontano

Famedio e una storia che viene da lontano

Uno dei complessi monumentali più significativi del patrimonio culturale livornese è certamente il Famedio che si erge proprio dinanzi al Santuario di Montenero: sull'argomento l'editrice "Il...

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Uno dei complessi monumentali più significativi del patrimonio culturale livornese è certamente il Famedio che si erge proprio dinanzi al Santuario di Montenero: sull'argomento l'editrice "Il Quadrifoglio" ha appena pubblicato un libro dal titolo "Guida al Famedio di Montenero" scritto da Carlo Adorni e Giovanni Giorgetti e che si avvale della prefazione del prof. Giangiacomo Panessa.

La genesi del complesso risale alla fine del '700 quando i monaci vallombrosani realizzarono accanto al Santuario, sul versante lato mare, un loggiato formato da cinque arcate per il riparo dei pellegrini: la configurazione attuale con otto arcate più quella di passaggio viene poi raggiunta alla metà dell'800. Risale infine al 1866 la deliberazione comunale di destinare le cinque arcate lato mare a Famedio delle personalità illustri livornesi a partire da Francesco Domenico Guerrazzi ivi tumulato il 5 ottobre 1873 (le tre arcate lato monte sono invece di proprietà privata). In seguito il Famedio ha accolto le spoglie mortali di altre importanti personalità livornesi (Carlo Bini, Enrico Pollastrini, Carlo Meyer, Paolo Emilio Demi, Giovanni Fattori, Giovanni Marradi, Mario Puccini ed Ernesto Rossi), oltre alle lapidi commemorative di Giosuè Borsi, Guelfo Civinini, Pietro Mascagni, Amedeo Modigliani, Dario Niccodemi e Gustavo Salvini (di ciascuno è stata redatta una scheda biografica). Oltre ai monumenti sepolcrali ivi presenti è poi degna di nota la magnifica cancellata in ferro battuto realizzata alla fine dell'800 dalla fonderia Gambaro.

(r.r.)

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