Il dolore
Accoltellò il rivale, rischia 4 anni e mezzo
Marino Greco venne arrestato dalla mobile nell’agosto 2012. Il suo legale ha chiesto l’abbreviato
LIVORNO. Colpì il rivale con una coltellata all’addome per gelosia. Adesso Marino Greco, 49 anni rischia una condanna fino a 4 anni e mezzo di carcere.
Ieri mattina durante l’udienza preliminare davanti al giudice Beatrice Dani il suo legale, l’avvocato Massimo Tuticci ha chiesto il rito abbreviato che sarà discusso domani mattina e che permetterà all’imputato uno sconto di pena di un terzo rispetto ai sette anni che rischierebbe in caso di condanna con rito ordinario.
Il quarantanovenne è infatti accusato di lesioni aggravate e di porto abusivo di arma, reato per il quale ha dei precedenti specifici.
Il 10 agosto 2012 - si legge nel capo d’imputazione - «aggredì con una testata e ferì all’addome R.F., 41 anni, (che si è costituito parte civile e di cui non mettiamo il nome per tutelarne la privacy ndr) usando un coltello a serramanico di una quindicina di centimetri», che però non è mai stato ritrovato.
L’aggressione avvenne in via dei Pelaghi, nei pressi del circolo. Dopo l’accoltellamento che secondo gli inquirenti «mise a rischio la vita del rivale», il colpevole scappò in scooter e si nascose nel suo appartamento. Gli agenti della squadra mobile lo arrestarono il giorno successivo dopo 24 ore di ricerche con l'accusa di lesioni aggravate, porto e detenzione abusiva di armi da taglio.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia, l’aggressore aveva il forte sospetto che l’altro avesse una relazione, o comunque un interesse nei confronti di sua moglie.
Alcuni testimoni, infatti, raccontarono agli inquirenti che la moglie dell’aggressore e la vittima si incontravano nel bar vicino al luogo dov’è avvenuta l’aggressione.
Quella sera il quarantanovenne, una volta trovato il rivale, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, lo avrebbe colpito all’addome procurandogli una ferita di almeno due centimetri a causa della quale l’uomo venne operato.
La vittima per questo motivo - si legge negli atti - ha subito «un indebolimento permanente della parete addominale» che lo limitato creando problemi di salute.
(f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
