Il Tirreno

Livorno

Addio al generale Talarico , comandò il Tuscania in Libano

Nel 1983 aveva fatto tenere il fiato sospeso a tutto il Paese per essere stato ferito ad un piede in Libano. L’allora colonnello del Tuscania Armando Talarico tornò in Italia la sera stessa dell’i...

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Nel 1983 aveva fatto tenere il fiato sospeso a tutto il Paese per essere stato ferito ad un piede in Libano. L’allora colonnello del Tuscania Armando Talarico tornò in Italia la sera stessa dell’incidente a bordo dell’aereo speciale del ministro della Difesa Giovanni Spadolini che in quei giorni era in visita al contingente italiano. «La velocità del trasporto e il successivo intervento al Cto di Firenze gli permisero di impedire la cancrena della gamba». Quella ferita gli costò due dita del piede ma l’anno successivo l’Arma lo insignì della medaglia d’argento al valor militare.

Talarico, paracadutista, carabinieri e abile tennista, se n’è andato ieri, all’età di 85 anni. «Fino al settembre scorso era in campo a giocare a tennis», raccontano gli amici del circolo.

I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Jacopo, a pochi passi da viale Nazario Sauro dove abitava.

La vita del generale Talarico, class1e 1929 e romano di nascita, è stata una sorta di giro d’Italia in divisa: da Milano a Monza, da Modena ad Ascoli Piceno con una puntatina a Roma dove proprio il ministro Spadolini quando seppe che era andato in pensione (era il 1989) gli chiese di entrare nella sua segreteria.

Alla fine, però il generale, aveva scelto Livorno dove era arrivato con la famiglia nel 1981 quando venne chiamato a comandare il battaglione Tuscania. «Di Livorno amava lo spirito, soprattutto quello sportivo», ricordano gli amici. Armando Talarico

era padre di due figli, Cristina vive a Livorno e fa la maestra di tennis, mentre il figlio è ingegnere a Roma.

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