Gioco
«Primarie sui nomi? Non scimmiottiamo questa sinistra»
LIVORNO. «Ho visto che non si può nemmeno dire di voler provare a lavorare insieme perché qualcuno è suscettibile …». E subito dopo: «Primarie? Guardi, ho già detto quello che penso, non ho da...
LIVORNO. «Ho visto che non si può nemmeno dire di voler provare a lavorare insieme perché qualcuno è suscettibile …». E subito dopo: «Primarie? Guardi, ho già detto quello che penso, non ho da aggiungere altro». Il coordinatore del Pdl-Fi, Paolo Barabino, risponde così alle polemiche che sono esplose nel centrodestra livornese dopo l’intervista pubblicata pochi giorni fa sul Tirreno.
In quell’intervista Barabino aveva auspicato un’unica coalizione, alle elezioni che decideranno il sindaco, per quei partiti che fino a poche settimane fa erano riuniti nel Pdl. Aveva parlato dell’ipotesi di presentare più liste a sostegno di un unico candidato, sottolineando anche che «le primarie non sono nel nostro Dna».
Di primarie, però, ora parlano con forza alcuni esponenti del Nuovo Centrodestra e della rinata An. Proprio ieri Marcella Amadio si è detta pronta a scendere in campo, scatenando un mare di reazioni.
«Bene – scrive il consigliere comunale Andrea Romiti (Governare Livorno-Ncd) – spero che sia proprio lei la candidata alle primarie del centrodestra, perché rappresenta bene la destra livornese che fino a oggi ha cercato di dettare la linea politica a tutte le altre anime costrette a convivere con loro...». «Ma il nostro candidato – prende le distanze – sarebbe l'opposto: una persona fuori dalle ideologie, che si connota sui contenuti liberali e riformatori, che riesca a unire persone e movimenti oltre la logica novecentesca dei partiti».
Va all’attacco, invece, l’oggi consigliere di Fi, Carlo Ghiozzi. «Smettiamola – scrive di reazione alle parole di Amadio – di scimmiottare la sinistra con queste primarie sulle persone. Sono contrario a questo tipo di iniziative con le quali non si fa altro che parlare di nomi, arrivando addirittura a vedere autocandidature (evviva la modestia). Si sta perdendo completamente di vista – sostiene – quello che è l'obbiettivo principale della prossima tornata elettorale: cambiare Livorno non con le persone ma con i fatti, con le idee, con scelte politiche concrete che diano la svolta produttiva che le precedenti amministrazioni non sono riuscite a dare riducendo Livorno al lumicino».
«Mettiamoci intorno a un tavolo – aggiunge – e lanciamo le primarie delle idee. Giriamo nei quartieri e sentiamo quali sono i veri problemi della gente: solo così costruiremo un'alternativa concreta. La lotta sui nomi lasciamola alla sinistra...». È questo, conclude, «che dovrebbero portare avanti Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d'Italia, liste e movimenti che non condividono più la linea portata avanti dalla sinistra locale, magari lasciando a casa tutti i simboli di partito come hanno fatto a Siena. Lasciamo a casa i protagonismi e le diatribe personali, con umiltà incontriamoci...».
Sentite, invece, cosa pensa dell’ipotesi “primarie” il consigliere di Fi Gionata Giubbilei: «De Gaulle, grande esponente della storia della destra mondiale, lasciò decidere ai parigini il colore dei treni del metro, ma le grandi decisioni le prendeva insieme al suo staff: questo è quello che penso io delle primarie».
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