Sicurezza
Cimitero inglese: cadono gli alberi, le antiche tombe a rischio
L’allarme dell’associazione Livorno delle Nazioni: la Sovrintendenza intervenga, in pericolo un luogo unico in tutto il Mediterraneo
LIVORNO. Due anni dopo la “riscoperta”, il seicentesco cimitero degli inglesi di via Verdi, il più antico d'Italia e di tutto il bacino del Mediterraneo, rischia di nuovo di finire vittima del tempo e dell’abbandono. L’emergenza stavolta nasce dalla caduta degli alberi. Con le libecciate invernali le secolari piante, malate e trascurate, si stanno spezzando una ad una e mettono a rischio le preziose tombe del Seicento e Settecento che hanno fatto ribattezzare quel luogo sacro come l’archivio di pietra.
La storia - raccontata oggi sul Tirreno e ripresa dagli altri organi di informazione - nasce già un anno fa con le analisi e gli allarmi lanciati dal dipartimento di scienze agrarie dell’università di Pisa. Che puntualmente si verificano il dicembre scorso.
«Dopo la libecciata del 3 dicembre scorso - racconta un volontario dell'Associazione Livorno delle Nazioni, che si occupa di valorizzare con iniziative culturali e di ricerca il patrimonio artistico livornese e che è stata tra le protagoniste nella rivitalizzazione del cimitero di via Verdi - abbiamo come nostro solito fatto un sopralluogo al camposanto per valutare gli eventuali danni. Ci siamo trovati di fronte l'ennesima catastrofe: un ligustro di 20 metri si era spezzato a un terzo d'altezza dalla base e il tronco si era impigliato su una forcella di un ligustro vicino, rimanendo sospeso sopra le tombe. Il che significa che qualora anche il secondo albero dovesse non reggere, i due tronchi si schianterebbero a terra distruggendo tutto quel che c’è sotto».
L'albero che è caduto è un ligustro di dodici metri di altezza e venti anni di età, malato, come gli altri ligustri che gli sono intorno, come hanno certificato un anno fa dal Dipartimento delle Scienze Agrarie dell'Università di Pisa, trovandone la causa in anni di potature sbagliate, eseguite con seghe e lame non sterilizzate e senza l'uso di disinfettante per le ferite.
I volontari dell’Associazione si sono subito rivolti subito alla Misericordia, che ha l'onere della manutenzione del giardino del cimitero - confinante con la propria sede -, la quale ha fatto intervenire la Scat, ditta convenzionata che si occupa tra l'altro di potature nei parchi.
«Durante il sopralluogo - aggiunge il volontario - abbiamo espresso il nostro parere contrario all'intervento immediato mediante gru e polpo, poiché secondo noi i mezzi pesanti avrebbero potuto danneggiare le tombe ancora sepolte e non catalogate». Ed è stata poi la scelta presa anche dai tecnici della ditta.
Ma la storia non finisce lì. Il 9 dicembre l'associazione chiede un altro confronto diretto con la Misericordia ma anche da questo scaturisce un nulla di fatto. Torna il vento e dopo la forte libecciata del 25 dicembre, l’ennesimo sopralluogo al cimitero inizia con una sorpresa: «Abbiamo trovato il cancello chiuso con un lucchetto diverso e dunque inaccessibile», raccontano dall’Associazione. «Nei giorni seguenti - continuano i volontari - abbiamo deciso di sollecitare l'attenzione degli altri enti possibilmente interessati a salvare dalla distruzione questi beni artistici dal valore inestimabile per la città di Livorno, ovvero la Soprintendenza ai beni culturali di Pisa e il consolato britannico di Milano, nonché l'ambasciata britannica di Roma, questo poiché il cimitero è territorio inglese di cui la Misericordia ha l'onere della manutenzione ordinaria e straordinaria dall'anno 1949 data in cui tale accordo venne stipulato in sede notarile».
Simone Consigli
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