Gioco
Ma con le fidelity card gli sconti iniziano prima
LIVORNO. Chi ieri mattina è partito scattante rincorrendo l'affare tra un negozio e l'altro scoprirà con amarezza che qualcun'altro, tagliando il traguardo in anticipo, ha già messo le mani sul...
LIVORNO. Chi ieri mattina è partito scattante rincorrendo l'affare tra un negozio e l'altro scoprirà con amarezza che qualcun'altro, tagliando il traguardo in anticipo, ha già messo le mani sul vestito dei desideri.
Si chiamano saldi privati, promo clienti oppure sconto fidelity card ma si tratta soltanto di denominazioni diverse per uno stesso fenomeno: sono sconti che, camuffati sotto la più disparata dicitura, vengono praticati molto prima del via ufficiale dei saldi o addirittura lungo tutto l'anno. La normativa vigente in materia prevede uno stop delle promozioni 30 giorni prima della data ufficiale di inizio dei saldi. In molte catene di abbigliamento basta essere possessori della fidelity card per avere diritto a uno sconto del 50% già a inizio dicembre.
La tesserina magica è gratuita e per sottoscriverla è necessaria una semplice registrazione. Meglio ancora se si lascia il proprio numero di telefono o l'indirizzo mail: attraverso un sms saremo informati quasi quotidianamente dell'offerta del momento. Girando il messaggino sul cellulare di amici e conoscenti si darà anche a loro il diritto allo sconto promozionale. Una metodologia che viene aspramente criticata dalle piccole boutique che accusano i colossi del commercio di concorrenza sleale. «Il saldo che viene praticato durante tutto l'anno - incalza Maristella Calgaro, alla guida di Confesercenti - oltre ad alterare profondamente gli equilibri di mercato, dovrebbe far riflettere l'acquirente: è infine reale?».
Secondo l'associazione la regolamentazione in merito sarebbe da modificare profondamente: «L'inizio dei ribassi così a ridosso delle festività natalizie rischia di disincentivare gli acquisti nel mese di dicembre. Inoltre, aggravando lo stato di salute dei negozi di vicinato, vanifica il senso di quelli che una volta erano chiamati "saldi di fine stagione", l'acquisto insomma di pezzi a buon mercato di una stagione invernale o estiva ormai agli sgoccioli». Calgaro conclude: «La violazione è palese ma credo che la semplice sanzione economica nei confronti di questi giganti del franchising internazionale sia di fatto inutile».
(m.c.)
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