La protesta
«Io candidato? No, garante...»
Parla Guercio: «Siamo noi la vera alternativa di sinistra al Pd» Ancora mistero sul numero degli iscritti all’associazione
LIVORNO. Dice di non essere il candidato, ma il «garante di un percorso», pronto a fare da sponsor ad altri. Dice anche che «non faremo primarie per scegliere il candidato sindaco, sarà l’assemblea a votare». Ma Marco Guercio, per ora, non fa sapere quante adesioni è riuscito a raccogliere fino a oggi Buongiorno Livorno. Per l’associazione fondata a novembre dall’avvocato e da un nutrito gruppo di livornesi si apre un mese decisivo. Se entro il 14 febbraio non raggiungerà 2348 iscritti, uno in più del Pd, si scioglierà e il ricavato sarà donato a Cure Palliative. Altrimenti, dice Guercio, «saremo la sfida del Pd: la destra è divisa e non ha candidature, i "sinistrini" non sanno dove andare a parare, saremmo l'unica vera alternativa, non sapendo cosa vuole fare il M5S...». Ma c’è una possibilità che i 5 Stelle si avvicino a Buongiorno? «Non lo so – risponde l’avvocato – sono cose che riguardano il Movimento. Certo noi siamo in ascolto rispetto a tutti quelli che vogliono dare una mano per cambiare Livorno».
Per BL si apre un mese decisivo: a che punto siete?
«Stiamo costruendo un campo alternativo al Pd. In un contesto in cui nessuno tira fuori un’idea di città, candidature, progetti, ma si parla solo di discontinuità all'interno dello stesso partito che governa, il nostro è l'unico campo alternativo. Mi sembra che gli altri soggetti politici siano col cappello in mano alla porta del Pd. Noi siamo un contenitore di energie e protagonismi già consolidati della società civile, delle professioni, della cultura. Persone che hanno una storia e che vogliono dare una mano. Ma non senza essere sicure di poter vincere. Non ci interessa fare testimonianza e non ci interessano strapuntini: non faremo accordi col Pd in caso di ballottaggio. Dialogheremo con tutti quelli che si discosteranno da quella esperienza nefasta. Dopo il 14 febbraio...»
Ma quanti iscritti avete?
«All'inizio abbiamo fatto un appello al quale hanno aderito circa 200 persone, poi c'è stato il successo dell'iniziativa del 18 novembre. Da lì abbiamo individuato un gruppo di persone col compito di far diventare BG il primo soggetto politico. C'è un percorso che si chiude il 13 gennaio, a un mese dalla scadenza di San Valentino».
Si chiude come?
«Il 13, dalle 18 al Grattacielo, ci sarà un'assemblea aperta e saranno recuperate le adesioni che 200 antenne sul territorio stanno raccogliendo. L’obiettivo è, per ognuno, la raccolta di 10-12 iscrizioni. Quella del 13 sarà un'assemblea vera, non un comizio, per parlare del programma e della gestione. E ci sarà una sorpresa: Marco Lenzi e Michele Crestacci faranno uno spettacolo gratuito intitolato: Drupi, Bernacca e il Furbèga". Si parlerà di cultura a Livorno».
Però non mi vuole dire quanti siete per ora…
«Non è realistico dare un numero oggi, non abbiamo iniziato a contare le adesioni».
Il programma elettorale?
«Siamo alle rifiniture, lo presenteremo il 20 gennaio. È un programma che si capisce, e non è poco... Credo che più che su grandissime opere, in questa fase delicata ci si debba concentrare su piccoli interventi da fare subito e di cui si parla poco perché la politica è ingessata: attenzione al piccolo commercio e alle piccole e medie imprese in termini di microcredito; ricerca e rapporto con gli atenei toscani; creazione di tessuti appetibili in aree dismesse. Cose chiare attraverso le quali il territorio possa riprendersi i tanti posti di lavoro persi anche per miopia. Poi il porto: abbiamo il contributo di Antonella Querci, dirigente dell'Autorità portuale, che in un'intervista fatta per noi spiega bene come far sì che il porto sia una risorsa per la città».
Dopo Motta con Progetto per Livorno, anche Querci con Buongiorno Livorno: non migliorerà i rapporti tra Pd e Authority... ma come sceglierete il candidato sindaco?
«Niente primarie: siamo un’associazione, l'assemblea vota e decide. La persona che troveremo, uomo o donna che sia, sarà in grado di fare il lavoro necessario e, soprattutto, credibile. A Livorno ce ne sono a decine di persone così, vanno semplicemente selezionate secondo idee, volontà, curriculum, esperienza».
Lei si considera della partita in questo senso?
«Io non mi sono mai considerato della partita, ma in questa città se uno dice che non si candida tutti pensano il contrario. Mi considero da sempre un garante di questo processo, insieme ad altri. Intanto non sono candidato perché ancora non sappiamo se ci presenteremo. Poi non è il mio obiettivo, si può fare politica anche se non si vuole la poltrona. Il candidato lo dobbiamo trovare: si facciano avanti tutti quelli che vogliono misurarsi con la politica…».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
