Il Tirreno

Livorno

Derby dei record 27 anni dopo scoppia lo sfottò-day

di Federico Lazzotti

Il 4 gennaio 1987 la Libertas Livorno vinse sui cugini con lo scarto massimo di 39 punti. Nessuno ha dimenticato

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LIVORNO. Non si vive di ricordi, ma a volte il presente è talmente vuoto da non offrire alternative. E allora agli appassionati di basket non resta che guardare al passato per cercare emozioni. Nasce così, a distanza di 27 anni dal derby dei record, lo sfottò-day, giornata improvvisata e in salsa labronica, nella quale si rivanga il passato a colpi di nomi entrati nella hall of fame del popolo di via Allende, vecchi slogan e nuovi spazi.

L’alibi o l’appiglio, è stato l’anniversario del derby tra la Libertas di Fantozzi e la Pallacanestro Livorno di Bonaccorsi datato 4 gennaio 1987. I gialloblù quel giorno ebbero la meglio sui rivali vincendo con il punteggio di 119-80. Erano i tempi di Livorno basket city e della due squadre in serie A1. Quel meno 39 è diventato l’icona della supremazia cittadina per i gialloblù e il fardello per i rivali.

Così ieri su Facebook è bastato che un vecchio tifoso libertassino postasse la frase «4 gennaio 1987, 119-80, Livorno siamo noi. LL». Oppure: «C'è un solo condottiero e la sua folla adorante, la maglia sempre e rigorosamente numero 10 il suo nome Alessandro Fantozzi», per scatenare l’ira di vecchi rivali.

Ecco allora che i piellini hanno risposto a modo loro. Chi ha ricordato che alla fine quella Libertas dei sogni sponsorizzata Enichem, non vinse nulla «Zeru tituli», parafrasando José Mourinho, altri hanno linkato sulla bacheca dei rivali le immagini della finale scudetto di due anni più tardi, quando la Philips Milano strappò lo scudetto ai ragazzi di Bucci all’ultimo (contestato) secondo.

Roberto Andreucci, evidentemente un piellino doc, ha addirittura postato il messaggio che apparve su Raidue pochi minuti dopo la fine della partita: «Enichem Livorno campione d’Italia», con la scritta accanto «ops...sbagliato». Gianluca Lomi, invece, ha usato Berlusconi che tra le promesse ai cittadini mette anche quella di «restituire lo scudetto ’88/’89 alla Libertas».

Dall’altra parte della barricata ci ha pensato Alessandro Cirinei: «Boia ma quanto rosicate?», scrive disegnando una torta di compleanno con la sopra la scritta «39» e aggiungendo anche il tabellino dell’incontro. La conclusione è una stilettata: «Nei derby l'avete quasi sempre mangiata stecchita. Controbattere con Zeppilli e Premier, che non vi riguardano, conferma il fatto che Livorno siamo sempre stati noi».

Alla giornata dello sfottò hanno partecipato anche alcuni giocatori che quella domenica di 27 anni fa erano in campo. Scrive Claudio Bonaccorsi: «Lo voglio dire una volta per tutte; il -39 è un'incidente di percorso subito per altro da una squadra (la PL) decimata dagli infortuni con due americani presi al volo, ci batteva anche la Meloria, forse. E poi già a Stagno un lo sanno nemmeno 'osa vor dì -39. Ma la presa per il c.... dello scudetto di cartone è andato nell'etere nazionale e avuto lo stesso risultato e risalto della scoperta delle teste di Modigliani nei fossi».

Da Bergamo dove vive, ci pensa Flavio Carera, pivot gialloblù, a sdramatizzare: «È strastraWonderfullll che a distanza di 27 anni ci stiamo pigliando per il fondo schiena in maniera goliardica».

Ma la storia e i ricordi non finiranno qui. C’è già chi promette scintille per il venticinquennale dello scudetto, il 27 maggio è vicino.

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