Italia
Dalle Colonne d’Ercole a Istanbul in canoa con pit stop a Antignano
L’avventura di due universitari francesi che stanno studiando l’inquinamento acustico nelle acque del Mediterraneo
LIVORNO. Un progetto scientifico in formato avventura è quello intrapreso da Luois Wilmotte e Douglas Couet, due studenti francesi di 23 anni, che stanno registrando l’inquinamento acustico lungo le coste europee fino alla Turchia, muovendosi in canoa.
Ma in un progetto ambizioso come questo, capitano però degli imprevisti. Inconvenienti dettati dal brutto tempo, dalla pioggia e dalla nebbia ed è proprio in un giorno di maltempo che i due studenti francesi sono arrivati a Livorno, dove sono stati accolti con una vera e propria gara di solidarietà al Moletto d‘Antignano.
«E’ stato fantastico, eravamo in difficoltà e da Marina di Pisa ci hanno detto che avrebbero potuto accoglierci a Livorno così appena scesi ci è venuto incontro Leone del Circolo della Pesca – spiega Luois - e quando ha saputo la nostra storia non ha perso tempo ed ha subito coinvolto tutto il moletto per aiutarci».
I due sono partiti cinque mesi fa dallo stretto di Gibilterra e la loro destinazione è Istanbul, che raggiungeranno navigando a cento metri dalla costa con la loro canoa. «A Livorno sono stati tutti molto carini, il circolo della vela si è offerto di tenerci la canoa e i ragazzi del circolo Arci ci hanno dato da mangiare e un tetto dove dormire – continua Douglas - abbiamo scoperto tanta solidarietà nelle persone ed è stato fantastico».
Il progetto “Mare Nostrum” finanziato dalle loro rispettive università parigine, Utc e Upmc, sulla base di una loro idea di ricerca è volto a comprendere lo stato di salute del nostro mare e informare le giovani generazioni. «E’ dura vivere in mare, non è vero che in ogni porto si trova una ragazza – scherzano Douglas e Luois - ma abbiamo incontrato molte persone diverse, come qui a Livorno, che ci hanno fatto sentire a casa».
Oni giorno i due inviano ai rispettivi centri di ricerca i risultati registrati nel mare che verranno utilizzati nell’ambito di progetti specifici volti alla tutela del mare. «Fino ad ora abbiamo rilevato che il 25% delle specie che abitano il nostro mar Mediterraneo sono a rischio estinzione a causa dei comportamenti dell’uomo - dice Douglas - ma la colpa non è solo delle grandi petroliere, hanno una grossa responsabilità anche le barche a motore che restano vicine alla costa e si muovono con i motori a mille».
Dieci sono i paesi coinvolti in questo progetto che abbraccia tre aspetti fondamentali, quello scientifico, per l’importanza dei risultati registrati, quello educativo grazie agli incontri organizzati in molte università di biologia marina, e quello culturale dato il contatto stretto con persone di ogni nazionalità. «Abbiamo scoperto molto dell’essere umano in questi mesi, viaggiare sempre noi due insieme, stando in una canoa dalle cinque alle nove ore al giorno non è facile - conclude Louis - ma c’è del buono nell’uomo e nei momenti di difficoltà, come è successo a Livorno, emerge tutta l’amicizia e la solidarietà».
Giulia Mancini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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