Gioco
«Sbagliato escludere a priori gli assessori»
Fenzi: «Prima il progetto di città e l’analisi del mandato con i suoi punti di caduta, poi il candidato sindaco. Non c’è un salvatore della patria»
LIVORNO. «Manca completamente un progetto di città. Al di là dell’analisi che dovrà essere fatta, senza infingimenti, sull’operato dell’amministrazione, si sta cercando un salvatore della patria che in questa fase non esiste». Seduto sulla sedia c’è Paolo Fenzi, 52 anni, dipendente Inps e capogruppo Pd in consiglio comunale.
Fenzi decide di parlare dopo aver letto sul Tirreno che una parte del Pd chiede, in nome della sempre più citata «discontinuità», di escludere dalla corsa a sindaco persone che hanno ricoperto incarichi politici e amministrativi di rilievo negli ultimi dieci anni. A partire dagli assessori.
«Ho letto le parole di Alberto Silvestri – premette – non voglio fare polemica e neppure prendere le difese di qualcuno, pur ritenendo che ci sono assessori validissimi che hanno fatto un buon lavoro. Ma l’analisi deve essere fatta partendo da un progetto di città e non dall’esclusione a priori di qualcuno». «E poi – chiosa – quando si dice no a candidati del passato, si dà un giudizio negativo su un’intera classe dirigente, nessuno escluso...».
Fenzi non gira intorno alle parole: «Non si pensi che questa amministrazione sia figlia di se stessa, è l’espressione di un percorso condiviso col partito. Alberto parla di discontinuità rispetto agli ultimi dieci anni, ma cinque anni fa la scelta della riconferma dell’attuale sindaco fu difesa».
Il capogruppo cerca di mettere un punto alle polemiche degli ultimi giorni e al toto nomi (Angella, Bussotti, Bernardo, Bolognesi...) per ripartire da «un progetto condiviso: prima i contenuti, poi candidato e squadra. In questo, il bilancio di fine mandato può aiutare: cerchiamo di ripartire dalle cose positive fatte e dai punti di caduta, che ci sono, andando a vedere le cause». E avendo presente che «i cittadini non si sentono più parte dei processi decisionali» e «la politica da sola non risolvo tutto».
«Le faccio un esempio – chiosa – uno dei punti positivi del mandato è l'approvazione del Prg portuale. Ma per dargli gambe servono una comunità portuale e cittadina che non vedano lo sviluppo della città come un essere alternativi gli uni agli altri. Imprenditori, associazioni, categorie, professionisti: per dare apertura e futuro a Livorno serve il contributo di tutti».
«La non approvazione del nuovo Piano strutturale – sterza quindi Fenzi – è invece un punto di caduta. Ora sarebbe importante arrivare almeno alla presentazione: vorrebbe dire discutere una visione di città futura e su quella misurarsi con le altre forze politiche». Mentre resta il punto interrogativo sulla possibile coalizione per le primarie. Il segretario Pd, Yari De Filicaia, dice di voler riproporre una «”Toscana democratica” in chiave livornese». Ne discuterà l’8 in direzione. Fenzi, con evidente riferimento a Sel, mette in chiaro che «il voler fare oppure no il nuovo ospedale, ad esempio, è una discriminante forte...».
Tra i «punti di caduta su cui si doveva insistere di più» cita poi il «rapporto con Pisa» («appoggerei un sindaco che insistesse su un “people moover” per un collegamento rapido tra centro-aeroporto di Pisa e porto-centro di Livorno»), mentre tra le partite che «vanno chiuse» mette la delicata rivisitazione degli indici di Porta a Mare.
Ma il capogruppo (del quale si parla come possibile assessore, sempre che il Pd vinca) che giudizio dà degli ultimi anni? «Dal punto di vista personale è stata una bella esperienza, mi ha permesso di osservare da vicino la città. Io assessore? Ora non ci voglio nemmeno pensare...». Quanto al giudizio politico sull’amministrazione, «deve essere dato tenendo conto del contesto: non è una scusante ma di fronte, ad esempio, alla povertà aumentata per moltissime famiglie, gli enti si sono trovati senza strumenti sufficienti. In generale si poteva fare meglio? Forse, ma Livorno ha tenuto».
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