Il Comune alle società: scontate i biglietti
L’assessore Bettini contesta i prezzi e propone un ticket a 2 euro o in alternativa l’entrata a pagamento solo per i genitori ospiti
LIVORNO. Un euro e mezzo, massimo due euro a biglietto. O in alternativa l’ingresso a 5 euro ma riservato soltanto ai genitori ospiti, in modo che alla fine del campionato la spesa di ogni famiglia si dimezzi. Sono le due proposte che l’assessore allo sport Maurizio Bettini metterà sul tavolo delle società livornesi di calcio giovanile per ovviare al caro-biglietti sui campetti, tema caldo da anni, potremmo dire da decenni, pensando che vent’anni fa vedere una partita di esordienti o di amatori costava 1500 lire, ma che oggi è diventato bollente, considerando che in città il ticket per vedere i propri figli vale 5 euro, che moltiplicato per babbo e mamma fa 10 e moltiplicato per 4 partite al mese fa 40 euro. Un vero e proprio salasso, talvolta insostenibile, ancor di più se una famiglia ha due o più figli.
Il Tirreno si era occupato della questione ripetutamente. E in una recente inchiesta aveva calcolato una media di 4.5 euro a biglietto tra le undici realtà cittadine che fanno calcio giovanile. E l’assessore Bettini ha voluto aprire l’anno proprio cercando di risolvere questo problema che va ben oltre la pura questione simbolica. «Convocherò a breve le società giovanili, spero già la prossima settimana - promette -. Voglio parlarci, capire, cercare di trovare una soluzione ad una problematica che va avanti da anni, come testimoniano molti articoli di stampa e le conseguenti polemiche».
Bettini non vuole forzare la mano, annuncia un approccio molto soft, auspica una soluzione condivisa che nasca proprio dai presidenti delle società. Ma su due aspetti è chiarissimo. Il primo: «5 euro sono troppi, una cifra non più tollerabile». Il secondo: «Il Comune non è in grado di aumentare la contribuzione che oggi dà alle società».
«E’ chiaro - aggiunge - che l’amministrazione comunale non può imporre un prezzo, penso però che tutti abbiano voglia di venire incontro alle famiglie in questo momento di difficoltà. Sono consapevole che le spese delle società sono alte, a partire dai costi dell’acqua su cui ci piacerebbe poter intervenire ma che sono di competenza dell’Ato. Sono anche consapevole - e per questo elogio le società - che c’è una grande disponibilità verso le famiglie in difficoltà con le quote mensili. Ma questo non significa che sul prezzo dei biglietti non si debba fare marcia indietro. Allo stesso tempo solleciterò le società a non eccedere nelle richieste di dotazioni tecniche e di abbigliamento. Serve attenzione massima in questo momento».
Le ipotesi che l’assessore proporrà sono sostanzialmente tre, ma alla fine la scelta si concentrerà sulle prime due. La prima è la riduzione drastica dei biglietti a un euro e mezzo, massimo due euro. La seconda è quella di imitare ciò che avviene in Emilia Romagna dove i biglietti vengono pagati solo dai genitori delle squadre ospiti, il che dimezzerebbe il prezzo totale in fondo al campionato. La terza è l’offerta libera come usava un tempo, ma difficilmente verrà adottata. D’altra parte proprio al Tirreno le undici società cittadine interpellate una ad una, su una cosa erano state chiare: «La biglietteria è vitale per noi», avevano sostenuto in refrain.
Questo se da un lato esclude l’ipotesi dell’offerta libera, dall’altro rende decisamente impervia anche la strada intrapresa da Bettini. Che però non molla: «Cercheremo una via di mezzo, cinque euro o 4 e mezzo che siano sono troppi». Anche perché considerando che nell'arco della stagione vengono disputate 40-50 gare (25-30 di campionato, 15-20 nei tornei), dal portafoglio di una famiglia escono oltre 400€ soltanto per i biglietti. Cifra da sommare alla quota di iscrizione, all'acquisto del kit e alle trasferte, voci principali di uno scontrino che supera abbondantemente i mille euro annuali.
«Purtroppo le famiglie rappresentano la nostra principale fonte di entrate - è la risposta data in più occasioni dalle società - La biglietteria è necessaria per coprire le spese di acqua, luce, gas».
(g.c.)
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