Lutto
Furto sulla donna in coma «Sospetti sui soccorsi»
Dopo la denuncia dei familiari, fonti Asl fanno sapere che la paziente è arrivata in pronto soccorso il Rolex era già stato rubato: possibile che sia stato perso?
LIVORNO. I tempi sul furto ignobile del Rolex ai danni di una paziente in coma si accorciano e le lancette si avvicinano: non due ore di buco, ma poco meno di sessanta minuti, tra le 20,45 e le 21,30 del 28 dicembre scorso. A restringere il campo del sospetto le indiscrezioni che arrivano dal pronto soccorso. «Quando la donna è entrata nella choc room dell’ospedale non aveva nessun prezioso al polso», spiegano dall’Asl.
Ecco perché adesso gli accertamenti si stanno concentrando su tre momenti di quella sera: l’arrivo a casa dei soccorritori, il trasporto dall’appartamento di Montenero all’ospedale in ambulanza e l’ingresso in reparto. Ma c’è anche un’altra possibilità, difficile perché i parenti della donna hanno messo a soqquadro tutta la casa, ma comunque possibile, vale a dire che l’orologio sia stato smarrito.
«Noi - precisa la cugina della donna che è ancora ricoverata in Rianimazione - abbiamo sempre sospettato che il furto sia avvenuto durante il trasporto dall'ambulanza al pronto soccorso. L'anello, che non è peraltro una fede nuziale, ci è stato restituito da una infermiera del pronto soccorso intorno alle 22,30».
Dunque questo particolare scagionerebbe tutte le persone che hanno avuto contatti con la donna dal momento del suo arrivo nella choc room fino al trasferimento nel reparto di Rianimazione. «Questo reparto - va avanti Tiziana Pedani - è molto efficiente e gestito da ottimi medici e infermieri».
Per quanto possibile, intanto, i carabinieri della stazione di Livorno centro, ai quali si è rivolto il marito della donna stanno cercando di risalire all’autore del colpo, mentre in ospedale si ipotizzano diverse strade.
«Prima ancora del trasporto in ambulanza - spiegano fonti Asl - c’è stato un lungo periodo di soccorso nella casa della signora. È ovvio che non vogliamo accusare nessuno ma così come viene accusata la corsia perché, per par condicio, non prendere in considerazione che nella confusione l'orologio non sia stato perso oppure qualcun altro l'abbia effettivamente rubato?».
Adesso però, più che scoprire l’autore materiale del furto quello che preme alla famiglia è riavere il Rolex prima che la loro cara si svegli dal coma.
«Quell’orologio - ripetono - è il regalo di fidanzamento che il marito le ha fatto una quarantina di anni fa. Più che il valore economico e quello affettivo ad essere importante».
Non a caso i parenti, per dare la misura del legame con quell’orologio ricordano che «non se lo toglieva mai». Solo ultimamente lo aveva portato a far riparare per un problema ad una maglia e poi lo aveva rimesso al proprio posto.
Intanto sul nostro sito internet sono stati decine i commenti alla notizia. Scrive ad esempio Mario Cioni: «Oltre all'ignoranza, la cattiveria e l'immoralità che impera in Italia, da qualche anno a questa parte, mettiamoci pure la consapevolezza dell'impunità che ormai è usuale».
Ma c’è anche chi come Erika non crede possibile che qualcuno possa aver commesso un furto simile: «Nessuno magari pensa che nell urgenza di reperire l’accesso venoso sia stato tolto e che magari sia caduto?».
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