Gioco
Assalti ai benzinai È caccia alla banda
Due colpi tra Natale e Capodanno usando le auto come arieti
LIIVORNO. La firma dei banditi è un’auto (rubata) utilizzata come ariete per distruggere la vetrata dell’area di servizio presa di mira. Sfondato l’ingresso, entrano in azione quattro persone incappucciate, molto probabilmente stranieri, che dopo aver arraffato e messo in mega scatoloni tutto ciò che possono nel tempo più breve possibile, fuggono su una macchina civetta con il portabagagli pieno di refurtiva.
Nelle ultime occasioni - altro particolare che unisce i due furti - hanno scelto sempre le notti di festa, ma non è detto che questi assalti siano gli unici compiuti dai banditi, visto che le denunce di furto ai danni dei distributori negli ultimi mesi sono diverse. Hanno alzato il tiro e cambiato tecnica?
A Natale, ad esempio, hanno sfondato e derubato l’area di servizio Q8 (direzione nord) lungo la Variante, una settima più tardi, mentre la città festeggiava da meno di un quarto d’ora l’arrivo del nuovo anno, è scattato l’allarme del distributore Agip in via Aurelia, nella zona di Stagno. E quando la polizia e i vigilante della Vesuvio sono arrivati hanno trovato la stessa scena di sette giorni prima. Il bottino dei due colpi parla di migliaia di euro di merci tra sigarette, liquori, vestiti e altrettanti di danni.
La sicurezza dei gestori
Ma quello che più preoccupa i gestori delle aree di servizio è la loro sicurezza.
Spiegava il giorno dopo il furto di Natale Angelo Passafiume titolare del distributore Q8. «È il quinto che subiamo dall’agosto 2011 quando abbiamo rilevato l’attività e non ne possiamo più. Prima di questo, l'ultimo è della settimana scorsa, quando ci hanno aperto l’accettatore, la macchinetta in cui vengono inserite le banconote per fare benzina al self-service, e lo hanno svuotato».
Ogni proprietario ha i suoi problemi, legati magari alla posizione dell’area di servizio che può essere più o meno isolata. Ma ciò che accomuna tutti quanti è la consapevolezza di sentirsi un obbiettivo. «I ladri sanno che noi siamo rimasti gli unici commercianti, o quasi, ad avere soldi contanti a disposizione. Ecco perché siamo un obiettivo. Così tutti se gli chiedi che cosa vorrebbero per il nuovo anno, rispondono: più sicurezza.
«Ci sentiamo abbandonati, soprattutto in una zona isolata come la Variante dovrebbero esserci più controlli - prosegue Passafiume - e invece non c'è mai nessuno. Capisco le difficoltà delle forze dell'ordine ma chi lavora deve essere tutelato. Così non si può andare avanti. Cosa accadrà la prossima volta? Verranno di giorno a rubare? E se qualcuno reagisce e ci scappa il morto? Di casi così ne sentiamo tutti i giorni. Spero proprio che qualcuno si occupi di risolvere il problema prima che sia troppo tardi». Non a caso Andrea Pucci, titolare dell’area di servizio Q8 di Antignano annuncia: «Andrò in questura a chiedere il porto d’armi. Come principio sono contrario, ma sento la necessità di proteggere me e mia moglie, soprattutto alla sera quando chiudo il distributore e torno a casa».
L’inchiesta della mobile
Dell’inchiesta che tenta di dare un volto e un nome a quattro sagome che si muovono nell’oscurità, si occupa la squadra mobile. In mano gli investigatori hanno i filmati dei due assalti nei quali si vedono i banditi e soprattutto le auto che hanno usato per mettere a segno i colpi.
Sulle due macchine ritrovate a pochi metri dalle aree di servizio, (una Opel station wagon grigio metallizzata e di una Ford Escort vecchio modello rubata nell’empolese nei giorni precedenti all’assalto), sono state effettuati i rilievi da parte della scientifica per cercare tracce, in primis impronte, che possano essere utili a risolvere il caso.
Ci sono poi le altre due macchine utilizzate dai banditi per fuggire. Di quella ripresa la notte di Natale lungo la Variante gli investigatori sarebbero riusciti anche ad isolare buona parte del numero di targa.
Per adesso però quelle sagome sono sempre dei fantasmi. Ma la notte della Befana è vicina, sarebbe l’occasione giusta per consegnare ai banditi la calza con il carbone.
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