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Livorno

Asl: occhio al parassita se mangiate pesci e molluschi non cotti

Asl: occhio al parassita se mangiate pesci e molluschi non cotti

I consigli del servizio veterinario: se non sono congelati o li mettete sui fornelli o li tenete in frigo a -18° per 4 giorni

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LIVORNO. Stavolta a destare preoccupazione sono le larve di Anisakis: si tratta di un parassita che è sempre più facile da trovare nel Mediterraneo ed è rinvenibile in molte specie di pesci. Inutile dire che non è poi così impossibile che rischi di finire in tavola: ma, attenzione, il problema riguarda solo il consumo alimentare non cotto. Lo ripete anche il servizio veterinario dell'Asl di Livorno, così come in passato hanno fatto strutture consimili in altre città italiane: nel nostro caso era statoun cittadino a chiedere di analizzare un prodotto alimentare pescato e acquistato in una rivendita. Le analisi hanno confermato la presenza del parassita: e, come sottolinea l’Asl, questo parassita «può, attraverso il consumo di pesce e molluschi non cotti, contaminare anche i consumatori e provocare seri problemi di salute».

Al tempo stesso, l’Asl cerca di mantenere basso il profilo: «Vogliamo precisare come la presenza del parassita non sia un fatto nuovo e come il comunicato dei nostri servizi costituisca unicamente un promemoria per i livornesi». Anche perché – viene ribadito – «è un dato universalmente acquisito che molte specie di pesce e molluschi cefalopodi (pesce azzurro, pesce sciabola, sugherello, grongo, nasello, salmone, calamari, seppie ecc.) che giungono sulle nostre tavole possano esser interessate alla presenza di parassiti del genere Anisakis».

Bisogna aggiungere che sui banchi delle pescherie deve essere esposto un nuovo cartello che invita prima di consumarli crudi a congelare il pesce e i molluschi. E se il ministero della salute è tornato a intervenire con un decreto nel luglio scorso lo ha fatto per «limitare ulteriormente il rischio di anisakidosi». A tal riguardo il Dipartimento prevenzione della Asl vigilerà sul rispetto di questi obblighi da parte dei commercianti.

Per evitare ogni rischio l’Asl dà due suggerimenti ai consumatori. Il primo: consumare gli alimenti citati dopo adeguata cottura. Il secondo: in caso di preparazioni con marinatura (acciughe alla povera) o affumicatura, quindi con pesce non cotto, è «necessario sottoporre preventivamente a congelazione il prodotto (-18° per almeno 4 giorni) nel frigorifero di casa». Ma – aggiunge poi – tutto ciò non è necessario «se si acquista il prodotto direttamente congelato o dichiaratamente scongelato dal commerciante. I commercianti hanno l'obbligo di tenere ben visibile al pubblico un cartello con le modalità di trattamento anzidette».

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di Redazione web