Gioco
Via ai saldi, i negozi si giocano il tutto per tutto
In Toscana si comincia sabato. Vivoli (Confesercenti): «Ma tanto le famiglie sono senza soldi...»
FIRENZE. Quelli che ci sperano di più «sono i titolari nei negozi di abbigliamento», dice Confcommercio Toscana. Al di là delle previsioni più fosche della vigilia: calo di vendite fra l’11% e il 12,5% rispetto all’anno scorso; una spesa media per famiglia non superiore ai 200 euro; fra il 35 e il 40% famiglie interessate a comprare, secondo le associazioni dei consumatori. I commercianti, però, quest’anno si giocano il tutto per tutto: anticipano, anche in Toscana, i saldi a prima della Befana. Si parte sabato, primo weekend di gennaio. Lungo ponte festivo, ideale per lo shopping, anche se la l’avvio anticipato in Campania è stato freddino.
«Il problema - osserva Massimo Vivoli, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Confesercenti - non è che la gente non avrebbe voglia di comprare: è che non ha proprio la disponibilità economica. Possibile che non ci si accorga che dal 2008 a oggi la capacità di spesa delle famiglie è diminuita del 7%? La contrazione dei consumi è reale. Non potrebbe essere altrimenti. Anche in Toscana, oltre il 50% dei pensionati ha un reddito al di sotto (ampiamente) dei 1000 euro al mese».
È questo, lo scarso potere di acquisto - secondo le associazioni dei commercianti - a rallentare lo shopping post-natalizio. Più che le forme di vendita promozionale che vengono proposte anche prima del periodo tradizionale dei saldi. «Le liquidazioni, le vendite promozionali, anche per rinnovo locali, quando sono reali e non mascherate - sottolinea Anna Maria Lapini, presidente ad interim di Confcommercio Toscana - sono davvero un modo per molte attività di sopravvivere, magari rinnovando i locali. E reggendo la concorrenza la concorrenza degli outlet o dei centri commerciali come i Gigli che per tutto l’anno attirano clienti con sconti e promozioni che si rivelano decisamente svantaggiose per i negozi».
I saldi invernali, dunque, rappresentano un modo anche per pareggiare i conti «a patto, però - insiste Anna Maria Lapini - che vengano gestiti in modo corretto. Gli sconti devono essere reali. Devono essere proposti gli articoli di stagione o al massimo dell’anno prima a prezzi convenienti; non si deve approfittare dei saldi per svuotare i magazzini perché i clienti se ne accorgono e con una vendita promozionale organizzata male si può compromettere la credibilità del negozio». (i.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
