Attenzione
«Pensi a Comune e partecipate»
Opposizioni all’attacco: «Quelle del segretario sono intimidazioni»
LIVORNO. Ha scatenato moltissime reazioni, ieri, il botta e risposta tra De Filicaia e i vertici dell’Authority. «Registriamo con sconcerto – scrivono dal coordinamento di Progetto per Livorno, movimento fondato dall’ex sindaco Cristiano Toncelli – l'attacco che il segretario del Pd si permette di lanciare nei confronti dell’ingegnere Giovanni Motta, dirigente della Port Authority, che i giornali hanno riportato come vicino a Progetto per Livorno, un’associazione che evidentemente preoccupa molto il segretario...». De Filicaia, scrivono da PpL, «lancia minacce intimidatorie con un "chiederemo conto a tutti del lavoro svolto". Sulla base di quali elementi si permette di giudicare? Il segretario del Pd dovrebbe tenere presente che in questo Paese le persone, anche quelle che lavorano, hanno la libertà di esprimere opinioni e che i giudizi sul loro rendimento professionale dovrebbe darli solo il datore di lavoro, in questo caso quella Port Authority che non dipende né dal Pd né tantomeno dal suo segretario. Sarà bene quindi che De Filicaia – chiudono – inizi a preoccuparsi non già del conto che chiederà ad altri, ma di quello che gli chiederanno i cittadini per il lavoro svolto dal suo partito in questa città preda di un drammatico declino».
Di tutt’altro avviso Daniele Bettinetti (Pd), che difende il segretario: «Se De Filicaia attraverso il suo post ha voluto dire, nella sostanza 1) che è iniziata una nuova era in cui si metterà mano in modo aperto e trasparente alla commistione fra gestione politica e competenze di gestione manageriale 2) che è un diritto per i cittadini, e di conseguenza di un partito che li rappresenta come associazione di persone (e con responsabilità di governo), chiedere conto pubblicamente dell'operato di manager ben pagati con soldi pubblici, lo appoggerò in pieno».
Dal Pdl-Nuova Forza Italia, va all’attacco Bruno Tamburini che parla di «disastrosa uscita» di De Filicaia. «Se mi avesse chiesto un parere – aggiunge – gli avrei suggerito di limitare gli esami di fine mandato al sindaco e alla giunta, magari esteso anche ai vertici dei singoli dipartimenti della macchina comunale. Ritengo che sia doveroso valutare l'operato di soggetti lautamente retribuiti e che a prescindere dai risultati raggiunti, parlo di risultati che si possono toccare con mano, godono di premi di produzione mica da poco». «Gli avrei suggerito anche – chiude – di allargare il campo ai presidenti e ai cda delle società partecipate e controllate...». Roberto Russo (Pdl) sul Tirreno.it ironizza: «Quindi a quanto pare Livorno sarà città pioniera: siamo già pronti ad un totale spoiling system dopo le prossime amministrative ...».
Da Roma raccomanda di abbassare i toni l’ex assessore(oggi al ministero) Mauro Grassi: «Persone come Motta, Yari e tanti altri – scrive sul Tirreno.it – devono cominciare a dialogare e a mettere da parte le polemiche. Fuori ci sono i barbari (grillini, forconi, fascisti, qualunquisti generici, populisti di destra e di sinistra) e le persone di responsabilità devono convergere e parlare di idee, proposte, soluzioni. Altrimenti i barbari – usa ancora questo termine – vinceranno».
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