Il Tirreno

Livorno

Le rubano il Rolex mentre è in coma

di Federico Lazzotti
Le rubano il Rolex mentre è in coma

I parenti si sono accorti del furto quando il personale ha restituito gli oggetti personali della donna. Indagano i carabinieri

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LIVORNO. Il più ignobile dei furti, quello commesso ai danni di una donna in coma, si è consumato tra le 21, quando la signora, 61 anni, è stata soccorsa nella sua casa di Montenero dopo essere stata colpita da un aneurisma cerebrale, e le 23 quando un’infermiera ha restituito ai parenti gli effetti personali della paziente. «Ma dentro a quella busta - denunciano ora - c’era solo la fede nuziale».

È in quelle due ore, tra il trasporto in pronto soccorso a bordo di un’ambulanza e il ricovero nel reparto di Rianimazione, che il ladro deve essere entrato in azione.

Sicuramente ha sfruttato l’attimo, o gli attimi, in cui è rimasto solo con la donna e approfittando dello stato di coma nel quale versava, le ha preso il polso, ha fatto scattare la chiusura del Rolex in oro e acciaio e infine lo ha sfilato, mettendolo poi in tasca.

«Più che il valore economico (si parla di qualche migliaio di euro ndr) era importante da un punto di vista affettivo. Si trattava infatti del regalo di fidanzamento che le aveva fatto il marito una quarantina di anni fa - raccontano i parenti indignati - ecco perché non se lo toglieva mai. Ultimamente alcune maglie avevano ceduto e lo aveva portato a far riparare». Il marito della donna lo ha ripetuto anche al maresciallo della stazione dei carabinieri che ha raccolto la denuncia al posto fisso dell’ospedale. «Nessuno accusa nessuno, ma qualcuno deve essere stato».

Quando sabato sera l’infermiera del reparto di Rianimazione ha restituito ai familiari la fede nuziale, loro hanno chiesto spiegazioni su che fine avesse fatto il prezioso orologio. «Lei ci ha risposto che non lo aveva trovato», ricordano.

Ecco perché nelle 24 ore successive i parenti hanno messo a soqquadro la casa dove la donna abita con il marito.

«La sera che si è sentita male - ha spiegato l’uomo - stavamo guardando la televisione seduti sul divano, in salotto. Quando mi sono sentito rispondere in quel modo ho pensato che potesse essersi tolta l’orologio e magari averlo appoggiato da qualche parte. Poi sono arrivati medici e infermieri e poteva essere finito ovunque. Ma tutte le nostre ricerche non hanno dato alcun esito».

Ecco perché il giorno successivo i parenti si sono rivolti alla polizia. «Ci hanno risposto che non si tratta di una novità ma che fatti simili accadono più spesso di quanto si possa pensare».

Molti di questi, la maggior parte delle volte restano senza colpevole, e ancora più spesso non vengono nemmeno denunciati. Ma altri, invece, emergono e indignano perché commessi ai danni di chi fa più fatica a difendersi.

Come gli ultimi due avvenuti rispettivamente a Cure Palliative e in un reparto delicato. Nel primo caso, a fine agosto, vennero rubati una paio di televisori e in una delle stanze prese di mira dal ladro c’era addirittura una paziente ricoverata. Nel secondo caso, invece, avvenuto il 20 dicembre scorso, una paziente del decimo, dopo pranzo si è accorta che dal tavolo era sparito il cellulare nel quale erano memorizzati gli ultimi messaggi della figlia 15enne scomparsa alcune settimane prima.

«La nostra speranza - concludono i familiari - è che il ladro abbia un rimorso di coscienza». La donna a cui è stato rubato il Rolex adesso è ancora ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Livorno.

«È sempre in coma, il nostro sogno è che nel momento in cui si dovesse svegliare possa trovare sul comodino vicino al suo letto l’orologio a cui tanto è così affezionata».

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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