Gioco
«Borgo non sente il bisogno della nuova Coop»
Porta a Mare, arriva il no della circoscrizione al supermercato: «Può dare un colpo mortale ai negozi»
LIVORNO. «Borgo non sente il bisogno di un supermercato come quello che sta per nascere a Porta a Mare: siamo preoccupati, rischia di dare un colpo mortale alle attività commerciali rimaste nella zona». Dall’altra parte della cornetta c’è Giovanni Battocchi, che dal 2005 è al timone della circoscrizione 3.
Nel mirino del presidente c’è il supermercato di Unicoop Tirreno che sarà inaugurato a Pasqua nella galleria di Porta a Mare. Una polemiche che si aggiunge alla dialettica interna tra azienda e sindacati, che chiedono che nel supermercato non siano fatte nuove assunzione, ma sia impiegato prima il personale precario in altri market.
Le vetrine, con la scritta “prossima apertura”, si affacciano su piazza Mazzini, angolo piazza Luigi Orlando. Per avere un’idea, il negozio sarà un po’ più piccolo di quello della Rosa (2500 metri) e grande più del doppio dell’InCoop di via Toscana (600): in tutto 1.415 metri di scaffali e magazzini, per una superficie netta di vendita di circa 800 metri quadri.
«Ancora nessuno ci ha spiegato – interviene Battocchi – che tipo di merci, per quali spazi (quanti metri, ad esempio, di pescheria o frutta e verdura?) saranno vendute nel negozio. Quella è un’area nevralgica: siamo sempre stati accusati di mandare i clienti a Porta a Terra, ora il problema si presenta a Porta a Mare...».
Certo di Porta a Mare e della galleria si parla da anni, almeno da quando Battocchi è diventato presidente della 3. Lo fa notare sul Tirreno.it anche l’ex segretario di Rifondazione, Alessandro Trotta, che parla di «grida di dolore fuori tempo massimo». Mentre altri lettori tornano a mettere il dito nella vicenda Esselunga. «Il mio intervento è sicuramente tardivo – controbatte Battocchi – ma quando, tra il 2005 e il 2007, abbiamo discusso dell’operazione Porta a Mare in consiglio circoscrizionale e messo sul tavolo la preoccupazione rispetto alla possibile nascita di un supermercato, è sempre stato messo tutto in dubbio, tutto in forse. La circoscrizione – si chiama fuori – non è mai stata coinvolta direttamente nella scelta del supermercato, ci è passata sulla testa. Io, semmai, ho tenuto banco sulla viabilità. La mia – dice il presidente in scadenza di mandato – è una nota di amarezza nei confronti del decentramento, che è stato abbandonato e snobbato in alcune scelte nelle quali non ci sentiamo coinvolti perché di fatto non lo siamo stati. Ora se qualcuno ha da protestare vada da altre parti, non certo in via Corsica...».
«Perché Borgo non diventi un quartiere dormitorio – riprende – il commercio di prossimità è vitale. Nel 2007 Simurg registrò che questa zona, dove vivevano circa 500 attività produttive, era sofferente dal punto di vista della viabilità e dei parcheggi. Io ero fra quelli dissero che la galleria commerciale non avrebbe creato problemi se avessimo saputo sfruttare l’occasione di fare da collegamento tra Porta a Mare e il centro. Col tempo abbiamo investito con i patti territoriali circa 10 milioni di euro per realizzare una viabilità di città e interna al quartiere, per rifare la piazza, gli arredi , il sistema telematico». «Ma ci aspettavamo – ripete – che nella galleria nascessero soprattutto attività di supporto al turismo, non un supermercato come questo. Il quartiere che sta di fronte non ne sente il bisogno e siamo preoccupati per la ricaduta che può avere sulle attività». Da quello studio del 2007, conclude, «ne sono cadute un centinaio: tra corso Mazzini e piazza Giovine Italia ci sono ancora circa 400 negozi che rischiano di scontare in negativo l’apertura di un supermercato. Molti potrebbero far notare che ha anche un parcheggio a pochi metri...».(j.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
